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venerdì 16 settembre 2011

La paura di fare la scelta sbagliata

Quando si tratta di comprare una casa, sopraggiunge in agguato uno strano mostro che, pur nascondendosi in silenzio nell'ombra, sembra comparire improvvisamente per soggiogarci e portarci alla paranoia più totale.
Questo mostro è insito nelle pieghe delle nostre esperienze e proviene anche dalla condivisione delle esperienze (brutte!) delle persone a noi vicine.

Questo mostro si chiama "Paura di fare la scelta sbagliata!".
Questo tipo di strano marchingegno mentale lo troviamo anche in altri tipi di acquisti. C'è chi, al limite del patologico, ha questo problema nella scelta di oggetti di relativo costo. Un paio di pantaloni, una pizza o robe simili.
Senza voler fare i conti in tasca a nessuno (per qualcuno un paio di pantaloni potrebbero essere un costo di non minore importanza) diciamo che tanto minore è il prezzo di ciò su cui stiamo decidendo e tanto minore dovrebbe essere il potenziale danno di una scelta sbagliata.

E' vero che fare una scelta sbaglia non fa piacere a nessuno.
Mina la propria autostima. Mina la altrui stima.
E causa spesso danni sia a livello finanziario che di tempo sprecato.

Ma se vediamo ci sono alcuni aspetti di questo mostro che non hanno niente di razionale.
E che in realtà neppure appartengono a noi.

In primo luogo chi cerca una casa, vorrebbe avere una casa. Chi cerca una casa in Sardegna per godersi il suo mare e il suo sole, vorrebbe realizzare questo sogno.
Quindi se nella nostra ricerca troviamo un immobile che soddisfa questa esigenza, perchè pensare che non sia quello giusto?

In realtà, vediamo la cosa da un'altra prospettiva. Quando dobbiamo decidere su qualcosa, abbiamo bisogno di dati. Se ciò che desideriamo è chiaro, il processo decisionale non è difficile.
Innanzitutto ciò che cerchiamo è spesso una scena ideale che non è possibile trovare nella realtà. E il vincolo (9 volte su 10) è prettamente di natura finanziaria.
Cioè noi tutti se avessimo i soldi che servono riusciremmo a comprare la casa dei nostri sogni esattamente uguale a come la vorremmo.
Ma ciò non è sempre la realtà. E la realtà è che dobbiamo scegliere tra gli immobili che il nostro budget ci consente. E in quel budget cercare qualcosa che si avvicini il più possibile alla nostra scena ideale.

Se non riusciamo a decidere, vuol dire che non abbiamo dati a sufficienza o qualcosa non ci sembra realistico. L'agente immobiliare che promette cose sulla parola ma che non sono supportate da fatti oggettivi creano titubanza.

Ma questo mostro, chiamato paura di sbagliare, è solo una brutta bestia. Se un cliente ha dei dubbi deve fare delle domande. E ottenere delle risposte precise e supportate da certezza.
A quel punto, se la casa gli piace, perchè aver paura di aver fatto la scelta sbagliata?
E' ovvio che forse, in futuro, potrebbe saltar fuori una casa con caratteristiche ancora migliori di quella che abbiamo comprato.
E quindi, che si fa? Questione di statistiche e di grandi numeri.
Vi è infatti la possibilità che il nostro acquisto non sia il migliore in assoluto. Di certo, se ci piace, non sarà una scelta pessima. Forse potremmo scoprire che c'era qualcosa meglio.
Ma questo non è detto che succeda e le probabilità sono presenti ma non così alte.
Ma vi è una certezza.
E cioè che con la paura di non comprare, rischiamo di perdere anche ciò che abbiamo trovato e che ci piace.
E questa è una probabilità ben più alta di aver fatto la scelta sbagliata.

Saludos a tottu.

martedì 13 settembre 2011

Comprare casa vicino al mare in Sardegna

Il sogno di gran parte di noi (giusto per non mettere dentro la categoria la totalità della popolazione) è di avere una casa al mare.
Anzi una casa vicino al mare.
A chi non piacerebbe sorseggiare una bibita fresca mentre si sente il rumore della risacca e si gode della vastità dell'orizzonte marino che si staglia dinnanzi agli occhi?

Il discorso che andiamo a fare è particolarmente legato alla zona territoriale in cui operiamo da molti anni, ovvero la zona posta a sud di Olbia fino alla fine della Gallura e gli inizi delle Baronie (Posada, La Caletta, Siniscola, etc.)
Ma, per molti versi è qualcosa che può essere ritenuto valido (cambiati giusto alcuni parametri) più o meno per tutte le altre zone della nostra meravigliosa isola.

Il bandolo della matassa gravita intorno alla parola "vicino". Questo termine è sia un aggettivo che un avverbio. Ma è un avverbio nel contesto spesso usato nelle domande ad un'agenzia immobiliare ovvero
"Cercavamo un immobile vicino al mare".
Ma cosa significa vicino? In senso stretto significa "nei pressi di", "non distante da" e così via. Questo è facile e nessuno lo mette in dubbio. Ma c'è sempre un contesto di relatività in queste affermazioni.
Quando qualcosa può essere definita vicina?
Vi possono essere dei parametri oggettivi?

Quando ci viene posta questa domanda, in agenzia chiediamo sempre quale sia il desiderio che il cliente cerca di soddisfare. Ovvero quale immagine mentale sta ricercando.
Questo a prescindere dalle necessità di spazio (bilocale, trilocale, giardino, verande, etc.). C'è un'immagine che guida il nostro desiderio di casa vacanza?
Forse noi seduti in giardino con gli amici mentre, al calare della sera, prepariamo un pò di salsicce sul barbecue innaffiate da una buona birra bionda? Forse un luogo dove rientrare distrutti al termine di una giornata al mare con i nostri 3 bambini piccoli, un pò figli nostri e un pò figli del diavolo?

Il concetto di vicino al mare è molto relativo.
Storicamente la zona a sud di Olbia ha avuto uno sviluppo turistico in tempi relativamente recenti. Negli anni '70 e '80 sono state realizzate case vicino al mare. Forse in un senso così vicino allo sviluppo edilizio in altre zone d'Italia che non vi possono essere dubbi a riguardo.
Case costruite a 100, 200, 300 mt dal mare e a volte meno.
Sia ville che case relativamente di modeste aspirazioni in termini di bellezza e di prestigio.
Non è questo nè lo spazio nè il momento di sindacare se ciò sia stato qualcosa di valido, di utile o di giusto. E' un fatto storico.
Come storico è il fatto che questa regione si sia, in un modo abbastanza deciso, spinta verso un controllo dell'abusivismo sulle coste al fine di preservare la bellezza di quel patrimonio che ha reso famosa questa terra.
Così sono stati varati limiti e divieti. E costruire vicino al mare è diventato sempre più difficile, da realizzarsi solo in certe particolari situazioni.
Tra l'altro molto ha giocato anche la conformazione del territorio. Zone con stagni, foci di fiumi e aree particolarmente pregiate da un punto di vista naturale mal si prestano ad essere cementificate, a meno che non vi sia un progetto ad ampio respiro.
Ora non sempre questo c'è. Naturale. Ma sta di fatto che comprare OGGI qualcosa che sia molto vicino al mare significa quasi sempre comprare qualcosa è già stato costruito e lo è stato in tempi non recenti. E in ogni caso ad un suo particolare costo.
Quindi il mercato ha creato vari stati di "VICINANZA AL MARE", quasi delle fasce di prezzo in cui muoversi.
Comprare case molto vicino al mare è possibile. Il tutto è regolato da quanto chi compra vuole spendere. E poi, secondariamente, anche da quello che cerca, sia in termni di tipologia che di qualità costruittiva.

In realtà un parametro oggettivo lo abbiamo. Ed è la possibilità di recarsi al mare a piedi. Questo paramentro, più che la distanza, sanziona la vicinanza al mare. Se si può andare al mare a piedi, si è vicini. Se non si può andare a piedi, non si è vicino.
Così puoi abitare a San Teodoro ma se devi prendere l'auto non sei vicino al mare. Anche se il paese insiste sulla spiaggia e la le coste.
Lo stesso dicasi se prendi una casa in collina a Porto San Paolo. Bellissima vista ma non sei vicino al mare.
Ma qui subentra un altro argomento che molti confondono con la vicinanza e di cui parleremo in un prossimo post. Ovvero la VISTA MARE.
Anche in questo caso, vista mare e vicinanza la mare NON sono facce della stessa medaglia. Non sono qualcosa che si presenta accoppiato. Anzi è vero il contrario. Che la presenza della vista il più delle volte necessiti di una certa lontananza dal mare. A meno che non si acquisti una casa che è proprio sul mare. Ma questo è un caso raro. E costoso.

Quindi la prima cosa è capire esattamente quale desiderio o necessità si cerca.
Secondo è capire quanto la vicinanza al mare sia una necessità (recarsi al mare a piedi) e quanto uno status (poter dire a qualcun altro che si ha la casa vicino al mare!).
Infine, ultimo ma non ultimo, occorre capire un pò il livello dei prezzi e capire che se il budget è limitato non è possibile richiedere una caratteristica che ha il suo costo.
La nostra agenzia vende case di ottima qualità e pregevoli finiture (case strutturalmente pronte per essere classificate in classe A energetica) a soli 8/900 mt dalla spiaggia, con la possibilità di recarsi al mare con prezzi che partono da 165.000 per un trilocale con veranda e giardino.
E parliamo di questa spiaggia, non di qualcosa di serie B:

E di questo mare:


Quindi non parliamo di prezzi impossibili, soprattutto se paragonati ad alcuni prezzi della zona di Porto Cervo o di altre zone d'Italia. Pur parlando di spiagge meravigliose e mare dai colori turchesi.

Alla prossima. Ringraziandovi per la paziente attesa riservata a questo blog causata dai nostri impegni sul campo nella parte più rovente della stagione estiva. Parlando da un punto di vista di vendite immobiliari.

Saludos a tottu!

giovedì 21 luglio 2011

I tassi aumentano: conviene ancora acquistare una casa con il mutuo?


Un cliente, negli scorsi giorni, sensibilizzato dagli ultimi provvedimenti della BCE (Banca Centrale Europea) in merito al costo del denaro, ci ha chiesto se non fosse meglio attendere l'anno prossimo per acquistare casa.

La cosa, ci ha fatto un pò sorridere.
Da tempo, il nostro punto di partenza riguardo alle questioni di investimento e acquisto immobiliare si basano su un dato stabile: ovvero la componente emotiva nelle decisioni di acquisto è fondamentale e quasi sempre preponderante.
E maggiore è l'enfasi che il cliente di turno pone su aspetti apparentemente logici e aritmetici o di calcolo e maggiore è, spesso, la sua dipendenza da motivazioni emotive e irrazionali.

Lo si denota dal fatto che, prendendo punto per punto, le perplessità sollevate in modo quasi professionale e analizzandole, il cliente spesso non rimane convinto dalla spiegazione, anch'essa razionale.
L'impressione è quindi che sia vittima di una paura irrazionale che usa un motivo pratico e razionale per affrontare la questione. Questo non è sempre vero, ovviamente. E diciamo solo che è qualcosa che succede tante volte ma che non è un assoluto.
Ma visto che la nostra funzione e di offrire un supporto professionale, vedremo di commentare comunque questa richiesta di approfondimento.
Con i tassi variabili (e dopo quelli fissi) che salgono, conviene sempre fare un mutuo e comprare casa?

Chiariamo che qui non si tratta di conoscere gli argomenti o di essere più brillanti ma solo di avere sotto mano una casistica del fenomeno ragionato più ampia ed essere, in un certo senso, al di fuori del problema anziché immersi nello stesso.
Parlando più semplicemente, accade in maniera analoga quando è facile dare un consiglio ad un amico riguardo ad una certa vicenda quando la stessa vicenda causerebbe, accadendo a noi in prima persona, molteplici dubbi e tentennamenti.

Così, con ordine: abbiamo una persona che è sul punto di comprare una casa, pagandola in parte con i propri mezzi e in parte con i soldi di un mutuo. Viene a sapere dell'aumento del tasso variabile e diventa indecisa.
Solitamente l’indecisione nell'acquisto di una persona è sempre dovuta a 2 fattori. Solo a 2 fattori e nient’altro. “Mancanza di dati” oppure la decisione deve essere subordinata ad altro centro decisionale o altra persona.
In questo caso è evidente che queste informazioni siano dovute alle problematiche dell’andamento dei tassi. Facciamo alcune considerazioni generali.
La scelta di fare un mutuo deve essere ancorata ai vantaggi o peculiarità dell’investimento/acquisto a cui esso è agganciato e non alle dinamiche temporanee dei mercati. Ovvero non si può valutare la convenienza di richiedere ed ottenere un mutuo basandosi sullo stato attuale dei tassi.
Se ricordiamo, nel 2003 circa abbiamo avuto il precedente minimo storico dei tassi variabili dei mutui. Molte persone hanno acceso un mutuo in quel periodo. Dopo alcuni anni di tassi bassi vi è stato un naturale aumento dei tassi fino ai massimi storici (dall’entrata dell’euro) del 2008, subito seguiti dal crollo dei tassi in misura verticale nel 2009 e relativo periodo di tassi convenienti da allora a oggi. Se ci pensiamo su, queste persone attraverseranno ora un periodo di nuovi aumenti dei tassi fino a che, tra 4-5 o 7-8 anni i tassi crolleranno nuovamente per poi ritornare a crescere. E così per un 2-3 cicli completi durante la durata del mutuo.
Chiedersi se sia stato conveniente accendere un mutuo nel 2003 ha un senso? Sicuramente non da un punto di vista strettamente di matematica finanziaria. Potrebbe o meno aver avuto un senso se l’investimento è stato proficuo. E questo non dipende dai tassi ma da ciò che si è acquistato.

Da un punto di vista finanziario, chi sottoscrive un mutuo potrebbe, semmai, ragionare sulle possibilità offerta dalle varie banche riguardo alle modalità di tasso e sui costi fissi richiesti. Ovvero se optare per un fisso, per un variabile, per un tasso misto oppure per una rata costante su tasso variabile. Se optare per questa o quella banca, etc.

Il fatto che i tassi dei mutui siano saliti cosa cambia in fin dei conti? Sicuramente la rata diventerà più pesante ma anche se una persona avesse acquistato l’anno scorso, in questo momento avrebbe lo stesso problema. Magari ci sarebbe da chiedere (nell’ipotesi dell’acquisto in un anno precedente) se l’immobile acquistato fosse stato un buon investimento o meno. Cioè se il prezzo pagato era congruo oppure no.

Facciamo un esempio concreto. Abbiamo l’immobile PIPPO che nell’estate 2010 costa 230.000 euro. Il tasso del mutuo è 0,8% + lo spread della banca che fissiamo ad una media di 1,2%. Totale 2%. Il cliente Mario Rossi acquista per 50.000 euro con mezzi propri e con 180.000 di mutuo abbiamo una rata di 910,60 € al mese per 20 anni. Dopo un anno la rata sale a 1,55+1,2%=2,75% per un importo di 976 €. Se Mario Rossi avesse, nel 2010, stipulato un mutuo a tasso fisso ad un tasso del 5% avrebbe pagato già dal 2010 una rata di 1188 euro, giusto per avere un raffronto.

2 ipotesi:
A.  1) Mario Rossi non compra la casa nel 2010 ma aspetta questa estate. Compra l’immobile PIPPO (che nel frattempo non è stato venduto) ad un prezzo ribassato di 205.000 euro. Fa un mutuo di 155.000 per una rata di 840 euro in 20 anni.
B.  2) Mario Rossi non compra la casa nel 2010 ma aspetta questa estate. Compra l’immobile PIPPO (che nel frattempo non è stato venduto) ad un prezzo uguale al 2010 di 230.000 euro. Fa un mutuo di 180.000 per una rata di 976 euro al mese per 20 anni.
Si nota la differenza? Non sono i tassi che stabiliscono se Mario Rossi ha fatto o meno un buon affare o un buon investimento.
Ci sono molti fattori che Mario Rossi dovrebbe esaminare: ha deciso di andare in vacanza ogni estate? Le vacanze avranno un costo, giusto? L’immobile acquistato era di mio gradimento oppure aveva un rapporto qualità/prezzo tale da renderlo un’occasione? E così via.

I tassi aumenteranno ogni anno, questo per almeno i prossimi 5-6. Potremo sbagliarci sul numero di anni ma i tassi andranno su. Ma questo, se ben vediamo, non entra nel novero dell’acquistare oggi o il prossimo anno.
Piuttosto rientra nella domanda fondamentale di: MARIO ROSSI RIESCE A OTTENERE UN MUTUO E RIUSCIRA' A PAGARE UN MUTUO NEI PROSSIMI 20 ANNI?
Che tra l’altro non è la domanda che si fa Mario Rossi ma si fa soprattutto la banca. E se la banca, che da i soldi, dice che Mario Rossi ce la farà, c'è da stare tranquilli che (soprattutto in questo periodo di grande restrizione nella concessione dei mutui) il nostro caro Rossi ce la farà.
Se aspettoamo il prossimo anno, troveremo secondo il nostro punto di vista, dei tassi aumentati e dei prezzi uguali a quest’anno. Se aspetta tra 2 anni avrà i tassi ancora aumentati e dei prezzi in lieve rialzo.
Magari ci sbaglio e il prossimo anno i prezzi degli immobili crolleranno. Forse.
Ma come si può vedere è sempre l’andamento del mercato immobiliare che fa la differenza e non l’andamento del mercato dei tassi bancari.

Il tasso variabile è SEMPRE nell’arco dei 20/25 anni presi in considerazione più conveniente del fisso. Lo è per un gioco matematico. Perché le banche fanno pagare la sicurezza del tasso fisso a caro prezzo. Ovvero si assicurano che il cliente non beneficerà mai dei ribassi del tasso. Le persone emotivamente ragionano che con il tasso fisso evitano di avere aumenti oltre la soglia ma dimenticano che non avranno neanche i benefici della diminuzione.
E’ un fatto emotivo.
E di gestione delle proprie finanze. Il signor Rossi, ad esempio, potrebbe optare per una rata costante in cui la rata è fissa per la durata del mutuo e ciò che varia è la durata. Così non ha problemi quando il variabile sale e non deve essere preoccupato se riesce o non riesce a pagare la rata. Poi il tempo gli dirà se dovrà pagare qualche rata in più o rata in meno.
Se acquistare ora permette al signor Rossi di acquistare qualcosa che farebbe meglio a non farsi sfuggire, il nostro suggerimento è di fare il mutuo e di estinguerlo (o ridurlo) in un momento successivo, senza attendere.

Crediamo di aver dato un punto di vista diverso sul problema.
Se poi qualcuno è indeciso sulla casa da acquistare, questo è un’ altra faccenda ed è il NOCCIOLO del problema.

E’ proprio quello di cui dovremmo parlare.

Se il signor Rossi ha pensato di comprare un immobile ora e questo desierio è nato dopo attente riflessioni e considerazioni delle proprie necessità e delle proprie finanze, secondo noi dovrebbe comprare ora. Se ha deciso di comprare ora. Cercare la banca che offre i tassi e le condizioni migliori e ragionare su quale sia il tipo di tasso che più si adatta (emotivamente e economicamente) al proprio profilo personale e lavorativo è doveroso e va fatto. Ma anche qui entriamo in un ragionamento diverso e lontano dalla domanda iniziale.

Il signor Rossi dovrebbe fissare un budget e cercare, in quel budget (comprensivo di ogni spesa), l’immobile che più si avvicina al suo indice di gradimento ideale, nuovo od usato che sia.
E poi comprare.
Può capitare di trovare poi un immobile migliore, più adatto e simili cose. A qualcuno succede. Ma si può sempre rimediare vendendo e ricomprando.

Speriamo di aver dato spunti di riflessione a qualcuno di voi che si era posto questa domanda.
Grazie per l'attenzione e saludos a tottu.

giovedì 23 giugno 2011

Quali spese per acquistare una casa vacanze?

Condividiamo oggi un aspetto dell'acquisto di una casa che riteniamo estremamente importante anche se spesso relegato alle ultime fasi di una trattativa immobiliare.
Parliamo delle spese accessorie da aggiungere al costo netto di acquisto della casa.
La rete è piena di siti che illustrano quali costi fiscali insistano sull'acquisto. Quindi non aggiungeremmo niente di apparentemente utile. Ma vogliamo illustrare la cosa da un punto di vista diverso, ovvero dal punto di vista del budget di acquisto.

Prendiamo ad esempio 2 casi concreti che ci sono capitati.
In un primo caso incontriamo un cliente che ci illustra il suo budget di spesa. Ci da un'indicazione generale e su quell'indicazione cominciamo a muoverci. Noi, come agenzia immobiliare, ovviamente tendevamo a rimanere un pò al di sotto del budget perchè consapevoli che se i clienti potevamo acquistare fino a circa 170.000 euro, il prezzo delle case proposte non poteva superare i 150.000 euro circa, euro più o euro meno.
Questo perchè, oltre al prezzo di acquisto, vi era da aggiungere l'iva al costruttore (trattandosi di nuovo) oppure le tasse al notaio (trattandosi di usato) + spese notarili + competenze di agenzia.
Il cliente non aveva considerato questa cifra e continuava ad insistere a vedere case di maggior valore perchè pensava di poter aspirare a immobili di maggior prestigio o di migliori rifiniture o posizionamento.
Nella scelta di una casa vedere decine e decine di soluzioni non è qualcosa di consigliato.
Aumenta la confusione e la difficoltà di prendere una decisione.
Tra l'altro il fatto di visionare molte case (a meno che non si decida di contattare decine di agenzie e costruttori che ci mostrano 1 o 2 soluzioni a testa) denota semplicemente che non è stato messa completamente a fuoco la scala di caratteristiche ricercate.
In ogni caso, solo una chiaccherata illustrativa sui costi ha permesso di definire esattamente lo scenario in cui muoversi e la trattativa è potuta andare avanti senza incomprensioni.
Incomprensioni che minacciavano di far saltare la vendita.
Di passo contrario l'altro esempio, in cui il cliente aveva ricevuto delle informazioni errate sui costi insistenti l'acquisto di una seconda casa.
Queste informazioni non corrette lo stavano portando mentalmente a non concludere l'acquisto di una casa che incontrava in tutto e per tutto i suoi gusti.
Ovvero pensava di dover spendere molto di più di quanto realmente era dovuto. E l'errore stava nel fatto che non veniva fatto uno specchietto esatto delle cifre da pagare.
Come detto, è facile rintracciare sul web informazioni su quali siano i costi accessori. Ci sono siti più chiari e siti che lo sono meno.
In ogni caso, riassumendo, diciamo che l'acquisto della seconda casa va incontro a 2 diverse tipologie di costo a seconda che si acquisti da privato o da impresa.
Nel primo caso si paga una somma compelessiva del 10% sul valore catastale. 10% composto dal 7% di imposta di registro+2% di imposta ipotecaria+1% di imposta catastale. Il valore su cui calcolare questo 10% è il valore catastale (dato dalla rendita catastale rivalutata per 126).
Nel secondo caso (acquisto da impresa) si paga una somma del 10% di iva sul dichiarato in atto + 504 € di imposte (registro, ipotecaria e catastale.) in misura fissa.
La grande differenza è che, in molte zone tra cui la Sardegna, la rendita catastale è ancora molto bassa. E la sua rivalutazione non raggiunge mai i livelli del prezzo di mercato e quindi del dichiarato in atto.
Se si acquista un immobile da 200.000 euro a Budoni la rendita catastale può oscillare tra i 350 € e i 550 €. Quindi, moltiplicando l'importo per il coefficiente di rivalutazione (stabilito dallo stato) di 126, avremmo un valore catastale tra i 44.000 e i 70.000 euro. Un valore ben lontano dal prezzo di mercato (200.000 euro) ma anche dal presunto dichiarato in atto, che per quanto venditore e compratore possono portare al ribasso per motivi fiscali loro, non scenderà mai ai livelli di 60-70 mila euro.
Ne consegue che il 10% di iva sul dichiarato sarà sempre molto di più rispetto al 10% sul valore catastale.

A queste ricordiamoci di aggiungere le competenze di agenzia e i costi del notaio.

Fare i conti senza considerare questi costi aggiuntivi, significa fare i conti senza l'oste.
E significa anche perdere del tempo cercando di acquistare qualcosa che è, invece, al di là delle proprie possibilità.

Grazie per l'attenzione e salodos a tottu.

martedì 21 giugno 2011

Come scegliere la propria casa

Uno degli aspetti più curiosi quando siamo con i clienti è il mettere a fuoco i criteri con cui scegliere la propria casa.
Soprattuttao nel mercato delle case vacanze questo si amplifica in un modo incredibile.
Se analizziamo l'acquisto della prima casa, vedremo che le possibilità di scelta sono limitatate da alcuni fatti non facilmente mutabile e che fungono da argine per le decisioni.
Spesso il lavoro condiziona la scelta del posto in cui vivere. E come il lavoro la scuola dei propri figli e via discorrendo.
In pratica la casa verrà acquistata nel punto della propria città che permette di rimanere più facilmente collegati ai familiari e alle necessità dei membri della famiglia.

Per la casa vacanza vi è un orizzonte tutto diverso.
Si può liberamente scegliere la zona a seconda dei propri gusti. E lo spazio di manovra è ampio.
Si può decidere di comprare in Sardegna oppure in Sicilia. In Liguria o nelle Puglie.
Parliamo di una scelta che ha il suo fondamento nella fruizione meramente basata sul piacere.
La casa vacanza deve essere un piacere. E su questo quasi tutti noi possiamo essere d'accordo.
Il problema nasce, e lo scriviamo per esperienza, sul fatto che chi acquista non abbia un'idea precisa di cosa stia cercando.
O meglio di quali caratteristiche cercare che appaghino al meglio la propria idea di vacanza piacevole.
Per alcuni, infatti, la 2a casa è una sorta di angolo di paradiso in cui scappare per ritrovare una dimensione umana della vita e una capacità di fare la pace con il tempo e con se stessi.
Per altri la 2a casa è una sorta di fortino da cui muoversi alla conquista del mare per il proprio periodo di ferie.

In ogni caso ci sono vari modi in cui una persona può reputare piacevole il tempo passato nella seconda casa.
C'è chi cerca la pace e la tranquillità.
C'è chi cerca la possibilità di recarsi velocemente nelle proprie spiagge preferite.
C'è chi ama stare in vacanza ma non riesce a separarsi da tutte quelle comodità che la moderna società offre in termini di servizi.
C'è chi compra casa per soddisfare non un proprio desiderio ma quello di altri membri della propria famiglia.
Ogni acquirente ha la propria scala di valori.

Il problema nasce quando questa scala è incoerente nei suoi punti essenziali.
Esempio: parliamo con la signora Rossi che ci chiede una casa vacanza che sia indipendente, confortevole, vicina ai servizi ma tranquilla e inserita in un contesto signorile.
Difficile ma forse si riesce..........
Poi ci dice che vuole la vista mare e la vicinanza al mare. Il che equivale a dire che si cerca di fare la frittata senza rompere le uova. Perchè in Sardegna non è consueto che le case stiano in riva al mare. Forse quelle costruite in tempi non recenti e che ora costano cifre a 6 zeri.
Per le altre la vista non si coniuga con la vicinanza. In quanto per avere vista occorre collocarsi in collina ad una certa distanza.
Siamo nella mission impossible ma....
A quel punto la signora Rossi ci dice che vorrebbe spendere massimo 130.000-140.000 euro.

Che dire?
Se la signora ci avesse detto che il suo budget massimo era realmente quello, allora avremmo allineato le opzioni a questo parametro.
Nel settore immobiliare ogni caratteristica della casa ha un suo prezzo: la vista mare, la vicinanza, il contesto signorile, la qualità dei materiali, la spaziosità degli ambienti, la presenza di giardino, posto auto, 2 bagni e via discorrendo.
Per qualcuno alcuni di queste cose sono più importanti di altre. E viceversa.
Il lavoro di chiarimento di ciò che si cerca non è quindi roba di poca importanza.
Ma è fondamentale per 1) risparmiare tempo, 2) evitare acquisti non idonei e 3) realizzare il proprio sogno di comprare una casa in Sardegna.

Grazie per l'attenzione e saludos a tottu.

sabato 11 giugno 2011

La costa e l'entroterra della Sardegna

Parlando di Sardegna, è quasi impossibile non far riferimento alle sue splendide spiagge. Le spiagge, il colore del suo mare, il contrasto fra le rocce granitiche a picco e il verde selvaggio degli arbusti è ciò che ha fatto di questa antica isola (a detta di qualche studioso la mitologica Atlandite di platoniana memoria) un luogo meraviglioso dove trascorrere le vacanze.
Ma da qualche anno, è in grande ascesa di consensi la parte più nascosta e intima di questa regione, quella parte genericamente definita come l'entroterra che è anch'essa piena di bellezze ambientali e di continue sorprese.
La Sardegna è un'isola molto estesa ma incredibilmente poco abitata. Questo ha portato una dispersione dei pochi abitanti su una superficie ampia.
Ci ricordiamo che da bambini, i vecchi ci raccontavamo che per andare da un paese all'altro distante anche solo poche decine di chilometri, ci si preparavava come se si partesse per un lunghissimo viaggio.

Tant'è che pare che il conosciuto culto dell'ospitalità dei sardi derivi da una necessità storica, ovvero dalla consuetudine a dare ospitalità notturna ai viaggiatori.
In una terra aspra, incolta, selvaggia e priva di strade facilmente percorribili, muoversi per andare da un posto all'altro comportava il pernottare fuori di casa. Ma questo pernottamento non poteva avvenire in apposite locande a questo adibite in quanto inesistenti.
Ovvio quindi che i sardi si fossero abituati ad essere ospitali perchè poteva accadere spesso che un viandante avesse necessità di cibo e alloggio. E se oggi ero io a dover ospitare qualcuno, domani potevo essere io quello che poteva aver bisogno di essere ospitato. Ecco l'abitudine a essere ospitale.
Anche perchè in quei tempi, l'identità di una persona era contraddistinta da una sorta di carta d'identità che faceva riferimento al posto da cui si proveniva e alla famiglia di appartenenza. Quasi una sorta di passaporto.
Le persone erano valutate per questi 2 parametri e non era facile (con tutti i suoi pro e i suoi contro) sfuggire a questa sorta di censimento. Tutt'oggi nei piccoli paesi vige ancora la consuetudine di chiedere da quale famiglia si provenga. In una piccola comunità dove gli spostamenti sono rari e poco numerosi è facile tessere una rete di conoscenza della popolazione attraverso i rapporti familiari.


L'entroterra della Sardegna è uno scrigno da scoprire. Fatto di paesaggi inconsueti, di tradizioni, di cucina, di cultura e mistero. Un pò come in molte regioni d'Italia il tasso di "cose" da visitare o di cui interessarsi è incredibilmente alto.
Il grande sforzo che va fatto è riuscire a tenere un mix equilibrato di apertura all'esterno per concedersi e di conservazione delle risorse ambientali e culturali per preservarle per il futuro.
Molto può e deve essere fatto in questo senso.
Il mare della Sardegna è meraviglioso, come le sue coste e il suo panorama interno.
Abitare nei luoghi consueti, nelle residenze più conosciute delle coste sarde è bello. Ma non può essere negato che vi siano molte possibilità di sfruttare occasioni di acquisto in direzione dell'entroterra.
Gli inglesi e molti cittadini del nord europa lo hanno scoperto per la Toscana e la Puglia.
Negli Stati Uniti sono impazziti per le Marche in cui continuano a comprare case e tenute.
La Sardegna ha questa potenzialità e molti indizi ci fanno pensare che possa svilupparsi un mercato in tal senso.
Sarà questa un'occasione di sviluppo? Aprirà possibilità di buoni affari per chi ha comprato o intende comprare casa in Sardegna?
Staremo a vedere.
Saludos a tuttu.

martedì 7 giugno 2011

Comprare sulla carta o comprare un prodotto finito

Spesso ci viene chiesto aiuto e consulenza sulla possibilità di acquistare immobili finiti rispetto all'acquisto di immobili in costruzione.
Quando si decide di acquistare una casa, soprattutto una 2a casa o casa vacanza (in cui vi è maggiore possibilità di avere tempo per aspettare di prendere possesso del nuovo acquisto), vi è quindi questa doppia possibilità.
Portiamo quindi un pò di ordine sui "pro" e i "contro" di questa possibile scelta. Per una questione di semplicità, gli esempi che porteremo e il mercato a cui faremo più strettamente riferimento sarà quello delle 2e case.

ACQUISTARE UNA CASA IN COSTRUZIONE
Sempre più spesso le imprese costruttrici decidono di porre in vendita le unità immobiliari che intendono realizzare durante la fase di costruzione. Questo tipo di vendita viene spesso denominata "sulla carta" poichè chi acquista non vede nient'altro che un progetto (la carta) quando acquista.
Ovviamente chi acquista può definire il compromesso di acquisto quando il cantiere non è neppure partito (ovvero quando l'impresa ha solo le concessioni ma non ha neppure effettuato uno scavo) e in questo caso parliamo di acquisto sulla carta in senso lato.
Oppure l'acquirente può decidere l'acquisto in una delle tante fasi progressive di costruzione.
In questo caso, abbiamo un acquisto sulla carta insieme alla possibilità di poter visionare parte dei lavori. Questa possibilità di toccare con mano varia con il variare dello stato di avanzamento della costruzione. Si può arrivare a comprare dopo che sono stati fatti gli scavi, dopo che sono state poste le fondamenta, dopo che i muri portanti sono stati eretti, dopo che l'intera struttura generale è stata realizzata compresi i solai, dopo che sono stati posti i pavimenti, gli infissi o gli impianti.
Appare naturale che più avanzata è la fase costruttiva e più l'acquisto sulla carta va a diventare simile all'acquisto dell'immobile finito. Soprattutto nei prezzi.
La grande differenza, infatti, fra un acquisto di un immobile finito e un immobile sulla carta è il prezzo. Ed è questo quello che attira l'attenzione di chi compra.
Cioè avere la possibilità di avere (alla fine) un immobile di un certo pregio pagato ad un prezzo inferiore di quello di mercato.
Un prezzo inferiore anche del 20-25% se acquistato interamente sulla carta ovvero senza che l'impresa abbia ancora iniziato i lavori. Tale forbice di risparmio tende progressivamente a ridursi con l'avanzare dello stato di costruzione. Ma rimane sempre un risparmio.
Quali vantaggi, quindi? 
Indubbiamente un grande risparmio sul costo finale dell'acquisto.
Ma anche la possibilità di vivere l'esperienza della creazione di una casa: un'esperienza che può essere vista come la gestazione di un bambino e relativa nascita. Quindi con tutte le emozioni positive della cosa e con anche (è incluso nel pacchetto) tutti i dolori che una gravidanza porta con se.
Costruire una casa non è un processo lineare, neppure quando chi costruisce è altamente professionale e affidabile e quando i progetti sono fatti con criterio. Quando ci si cimenta con la costruzione di una casa occorre mettere in conto difficoltà oggettive che non è possibile prevedere in partenza.
Niente di preoccupante, qualcosa di fisiologico. Ma è importante tenere presente la cosa.
Infine, ultima ma non ultima, abbiamo la possibilità di intervenire nella realizzazione della casa con richieste e personalizzazioni al costruttore.
Questo fatto è limitato, giustamente, dal senso generale del progetto. Ma durante la costruzione è comunque possibile attuare degli interventi che possano apportare (dal punto di vista del compratore) dei miglioramenti.
Il grande vantaggio è quello di avere una casa più vicina ai propri gusti.
Oltre ai vantaggi, ci sono gli svantaggi...... Giusto? Perchè tutto in natura ha sempre la presenza di pro e contro.
Lo svantaggio primario, nel comprare sulla carta, è quello di non avere la possibilità di verificare il prodotto finito e di comprare un pò alla cieca. Limita questo pericolo affidarsi ad una seria e professionale agenzia, interagire con un costruttore che dimostri quali altri lavori ha già fatto e visionare per bene i capitoli di realizzazione e i progetti.
Per chi non se la sentisse di acquistare una casa guardando un cantiere vuoto, consigliamo di acquistare una casa in fase avanzata di costruzione. Dove la possibilità di apportare modifiche è presente ma in cui si può già vedere la validità qualitativa di ciò che si sta comprando.

ACQUISTARE UNA CASA FINITA
Questa è la soluzione classica. La soluzione in cui si entra in un'agenzia, si va a vedere un immobile e si decide se acquistarlo o meno. Innanzitutto bisogna distinguere fra acquistare da un privato e acquistare da un'impresa costruttrice. 
In questo caso vi sono differenze soprattutto nei costi fiscali di acquisto. E' un argomento abbastanza complesso (a cui dedicheremo appositamente un post specifico) ma semplificando diremo che acquistare da un privato comporta delle spese fiscali inferiori.
Appare normale che un acquisto da impresa comporti l'acquisto di un immobile NUOVO mentre l'acquisto da un privato comporti l'acquisto di un immobile USATO. Questa è una differenza non da poco anche se accade sempre più spesso che anche acquistando da un'impresa non si acquisti qualcosa di nuovo. Quando? Quando l'impresa realizza delle unità immobiliari ma non riesce (per vari motivi) a venderle. Può quindi succedere che gli immobili rimangano del tempo invenduti e, se non avviene manutenzione, anche se non sono abitati possono essere sottoposti a degrado.
Acquistare una casa finita ha vantaggi e svantaggi esattamente speculari rispetto all'acquisto sulla carta.
Nel senso che i vantaggi di un tipo di acquisto diventano svantaggi dell'altro tipo.
Acquistare una casa finita permette di vedere esattamente cosa si sta acquistando. Ma non dimentichiamoci che, a meno di non essere degli esperti in fatto di edilizia o di case, alcune volte alcune problematiche di costruzione possono ugualmente sfuggire ad un controllo sul finito.
Il grande svantaggio è dover acquistare una casa la cui realizzazione è stata interamente decisa da un'altra persona. E doverlo fare ad un costo alto se paragonato all'acquisto sulla carta.


Chiudendo questo confronto è chiaro che i 2 diversi tipi di acquisto sono indirizzati a differenti tipologie di persone. Parliamo anche di un fatto emotivo. Acquistare sulla carta è sicuramente vantaggioso ma comporta un impegno maggiore rispetto ad acquistare il finito.
In entrambi i casi si possono fare degli ottimi affari.
Importante, per noi, è sempre la scelta degli interlocutori.
Perchè a tutti ci può accadere che le cose vadano per il verso storto. Non è da questo che si riconosce la persona seria e affidabile. Ma dalla capacità di risolvere le cose quando queste vanno storte.
Quindi, quando scegliete cosa comprare, chiaritevi bene quale sia il vostro stato emotivo, il vostro budget e i tempi in cui potete acquistare. E poi affidatevi a persone di fiducia.
Grazie per l'attenzione e saludos a tottu.
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