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lunedì 11 giugno 2012

Gli inglesi vogliono comprare casa in Sardegna

Secondo il sito specializzato nel settore immobiliare http://www.idealista.it, occorre veramente prendere in considerazione i movimenti dei mercati immobiliari considerando le intenzioni e le dinamiche di tutti gli stati europei.
Nelle proprie decisioni di acquisto o di vendita, non possiamo solo guardare dentro casa nostra per essere sicuri di scegliere bene e fare le corrette valutazioni.

E' alquanto pecualiare quanto, molto molto spesso, possiamo cadere nell'errore di formulare delle riflessioni di valenza generale su un argomento partendo da un numero estremamente ridotto di dati o di numero di situazioni.
Il meccanismo logico per cui partendo dall'esame di un numero X di casi concreti e specifici, ci porta ad elaborare una regola o una legge generale si chiama "induzione" o ragionamento induttivo.
E' l'esatto contrario del ragionamento deduttivo in cui da una regola generale, ne traiamo un'applicazione concreta.
Adesso stiamo sfiorando solamente il concetto e non ne abbiamo a male i cultuori della logica o della filosofia se abbiamo espresso in un modo così semplicistico i 2 concetti. Ma l'abbiamo fatto per farci capire.

Così, rimanendo nell'immobiliare, se un acquirente vede che una (a volte SOLO una) casa ha aumentato di prezzo da un anno all'altro, sarà convinto che tutto il mercato segue quella tendenza.
Qualcuno, leggendo che in Spagna o in una specifica città il valore degli immobili è diminuito di una importante percentuale, potrebbe desumere che questa situazione sia generale e applicabile a qualsiasi mercato. Ogni città ha un suo specifico mercato. Ogni zona ha un suo specifico mercato.

Sicuramente colpisce che, sempre secondo il sito idealista.it, ci siano alcune regioni italiane (al primo posto la Sicilia e al secondo posto la Sardegna) che vantano il maggior aumento di interesse da parte del mercato inglese in termini di compravendite immobiliari.
Ovvero gli inglesi sono molto più interessati a comprare in Italia rispetto al passato.
Sarà vero o non sarà vero? Potremmo riflettere su o esaminare più a lungo le fonti di questa notizia per esaminarne la validità.
C'è un fattore che però va tenuto in considerazione. E questo fattore è legato fortemente all'andamento del mercato immobiliare iberico. Che ha avuto un incredibile esplosione (soprattutto nel nord Europa) negli anni passati, per tirare adesso il fiato.
Dissentiamo sul fatto che gli immobili spagnoli abbiano perso metà del loro valore in pochi anni.
Dissentiamo. E' una frase che riflette un opinione e un fatto. Quale è il primo parametro che viene preso per misurare questa diminuzione? Il nostro parere è che i prezzi siano stati prima artificiosamente incrementati e poi abbiano subito questa diminuzione di valore. Il loro valore più congruo potrebbe essere stato spesso notevolmente inferiore.

Sta di fatto che la Sardegna, terra in cui viviamo e che amiamo e che professionalmente conosciamo molto bene, continua ad offrire un porto molto più sicuro di altri lidi per ogni tipo di acquisto immobiliare. 
Occorre poi fare dei distinguo da zona a zona, ovvio.
Saludos a tottu.

sabato 9 giugno 2012

Agenzia famosa o agenzia sconosciuta?

Oggi ci permettiamo, sfidando la grande potenza economica dei colossi dell'intermediazione immobiliare, di fare qualche riflessione sulla maggiore o minore fama e prestigio del marchio.
I ragionamenti intorno alla potenza e alla visibilità di un marchio commerciale partono da molto lontano e si prestano a notevoli approfondimenti.

Da vecchi cultori del marketing sappiamo che, benchè le persone comuni neghino l'influenza che la pubblicità e il posizionamento dei marchi possano avere sul compratore, una incredibile influenza invece esista.

Tale influenza è talmente grande che spesso supera l'effettiva sostanza che ci sta sotto.
Per parlare in modo più chiaro, è sempre più vero che il consumatore medio compra la confezione e non il prodotto.
Guarda i colori, guarda la qualità del rivestimento e mille altri dettagli, tra cui un concetto X di fiducia relativo alla semplice esposizione di un marchio. La valutazione della qualità di ciò che il marchio vende è minima quando inesistente.

E' ovvio che praticamente ogni persona legga le righe di cui sopra dirà perentoriamente: "Io non mi faccio influenzare!". Anche questo è un fenomeno diffuso. Ma qualcuno ci sarà pure che si fa influenzare, visto che questo è lo scenario attuale del marketing.
Per citare un esempio concreto, abbiamo visto che talune aziende di imbottigliamento d'acqua, creano ad arte più marchi (diversi fra loro) a seconda di DOVE la loro acqua viene venduta.
Così c'è il marchio più conosciuto (la marca PIPPO) in vendita nei normali supermarket e la marca GIGGIA  in vendita nei discout. Ma l'acqua è la stessa. Ma venduta a prezzi diversi.
Perchè? Per non svilire il marchio Pippo, ma riuscire a vendere in più posti.
Abbiamo contato qualcosa come una decina di diversi tipi di bottiglie e nomi dell'acqua provenire dalle stesse fonti. Ovviamente se il consumatore non fosse sprovveduto, potrebbe leggere la fonte di provenienza e la caratteristiche dell'acqua. Scoprirebbe che sono uguali. Ma per lui non lo sono. Perchè l'acqua Pippo costa di più ma è prestigiosa mentre l'acqua Giggia non è proprio il massimo ma almeno la pago poco.
Assurdo? Diteci voi! Ma permetteteci di dirci che un pò tutti siamo vittime di questo meccanismo. Chi più e chi meno.

Nel campo immobiliare, si vendono case e un servizio. Le case sono, più di ogni altro mercato, un prodotto unico. Impossibile pensare di vendere 2 case uguali. Per definizione. Cambia il luogo e mille altri parametri. Quindi l'agenzia immobiliare di cui ci serviamo potrà standardizzare solo il proprio servizio.

La domanda è: perchè un potenziale acquirente si sente più sicuro e più tutelato da un'agenzia marchiata Tecnocasa (faccio un esempio a caso ma vale anche per le altre catene di franchising immobiliare) piuttosto che dall'agenzia locale CASA-SARDA (nome inventato...)?
Il ragionamento è dovuto alla conoscenza del marchio. Tecnocasa è un marchio diffuso in tutta Italia e molto pubblicizzato in Tv e nei giornali. Uno sente Tecnocasa e sente qualcosa di familiare. Non c'è niente di oggettivo ma solamente qualcosa di emotivo.
Se si sente dentro qualcosa di familiare, i sospetti e le paure diminuiranno maggiormente rispetto a qualcosa che è meno familiare.
Anche perchè ci sono molti presupposti logici sbagliati riguardo alle catene di franchising immobiliare.
Ad esempio ogni agenzia di Tecnocasa (ma anche Frimm, Professione Casa, Gabetti, etc.) è un'agenzia indipendente gestita da un singolo agente immobiliare, che risponde in tutto e per tutto a livello personale di quello che dice e fa. Giuridicamente chi risponde dell'operato è un individuo (o al limite una società) ma non Tecnocasa. Che è totalmente estranea da un punto di vista di responsabilità.
Un'agenzia marchiata Tecnocasa non è un'agenzia Tecnocasa. Ha solo il marchio.
Un marchio che si ottiene con la semplice affiliazione e pagamento di diritti di utilizzo. 
E' vero che questi franchising cercano di trasferire metodi comuni e unificati di operare. E in una certa misura ci riescono pure. Ma alla fine, la tutela e la qualità del servizio è dovuto UNICAMENTE alla serietà e professionalità dell'agente o delle persone che dentro l'agenzia ci lavorano.
Come per qualunque altra agenzia.

Il nostro è quindi un invito a boicottare Tecnocasa e Gabetti? No, assolutamente.
Ci sono agenti immobiliari bravissimi che operano con un marchio nazionale.
Ma ci sono altrettanti agenti immobiliari bravissimi che operano SENZA un marchio nazionale.
Agenti che hanno decine di anni di esperienza in quel specifico territorio in cui vendono. Che conoscono la zona, i prezzi, le peculiarità e l'andamento del mercato. 
E che possono offrire un servizio qualitativamente superiore a quello di un ragazzo novizio appena assunto da un'agenzia Tecnocasa.
Il marchio è solo una confezione.
La bontà del prodotto o del servizio è un'altra cosa.

Riflettete su questo.
La nostra agenzia, la Orizzonte Casa Sardegna, ha qualità ed esperienza.
Presto sul blog le testimonianze di alcuni nostri clienti, soddisfatti del servizio ricevuto.
Saludos a tottu.

lunedì 28 maggio 2012

Che stagione turistica ci aspetta?

Si avvicina a grandi passi la nuova stagione estiva.
Molti addetti ai lavori cominciano a chiedersi che tipo di stagione sarà.
E non solo gli operatori turistici.
Gli stessi turisti sono curiosi di quale piega prenderanno i prossimi mesi.

La realtà è che i fattori in gioco sono moltissimi ed è molto difficile cercare di comprendere a fondo la cosa. 
E' da molti anni che i mercati si sono globalizzati. Ciò riguarda sicuramente i prodotti e molto meno i servizi. Ancora meno i servizi turistici.
D'altronde non si può globalizzare un luogo. La Sardegna è sempre in Sardegna e i Caraibi sono sempre ai Caraibi.
Non possiamo dimenticare però che i grandi cambiamenti dell'uso dei mezzi di trasporto ha avuto un notevole peso sulle decisioni del turista italico e anche di quello dei paesi europei.
In primo luogo le diminuzioni delle tariffe dei viaggi aerei, hanno reso questo sistema di spostamento decisamente più alla portata del turista medio, aumentando il raggio di percorrenza ed aumentando il numero di località appetibili da inserire in un paniere di potenziale scelta.
Località e zone turistiche che un tempo non erano in competizione, adesso lo sono diventate.

Lo scorso anno, ad esempio, sono diventate zone "competitors" (ovvero zone potenzialmente in competizione) della Sardegna alcune regione italiane che mai prima lo sono state come la Puglia o le Marche.
Ciò è avvenuto in gran parte per l'effetto shock determinato dal "caro traghetti". Ovvero un repentino e sicuramente spropositato aumento delle tariffe navali per spostarsi dalla penisola in Sardegna.
Nei giornali e tra le persone se ne è discusso a non finire.

Tralasciando le motivazioni per cui questo può essere accaduto, su cui noi abbiamo le nostre personali convinzioni, ma che esulano dal contesto di questo blog, sicuramente le persone non hanno gradito questo improvviso cambiamento. E hanno reagito un pò d'impulso e sull'onda del disappunto emotivo.
C'è stato un innegabile calo di presenze, anche se sul balletto dei numeri poi è sempre difficile essere completamente oggettivi.
E' opinione comune che quest'anno ritorneranno in Sardegna molte persone che l'anno scorso non l'hanno visitata. E che magari sono andati in Puglia (che nel 2011 ha avuto un boom di presenze).
In primo luogo le tariffe navali, pur mantenendosi bel lontane dagli affaroni di qualche anno fa, sono diminuite di prezzo. E in secondo luogo molti turisti hanno avuto l'opportunità di organizzarsi meglio.
Piuttosto confidiamo in un meteo migliore di quello del 2011 che non è stato particolarmente propizio a chi voleva godersi le vacanze e agli operatori turistici che di vacanze vivono.
Ma su quello, onestamente, c'è ben poco da fare oltre che qualche preghierina.

Saludos a tottu.

venerdì 27 aprile 2012

Affittare un'auto o comprare un'auto?

Il trasporto marittimo fra la Sardegna e la Penisola ha avuto lo scorso anno un drastico cambiamento.
Della cosa si è parlato abbastanza.
Di sicuro nè chi vive in Sardegna nè chi in quest'isola ci viene per piacere o lavoro ha esultato per l'aumento dei costi delle varie sistemazioni.
Ci vien da pensare che dei cambiamenti strutturali si stiano realizzando.
Fino a qualche anno fa, il trasporto via nave era il metodo privilegiato per raggiungere la Sardegna.
E' stato storicamente il primo metodo per raggiungere l'isola ed è stato l'unico metodo per portare nella terra dei nuraghi la propria auto.
L'avvento dei voli low cost deve aver giocato qualche ruolo in questa partita, per quanto ci siano dei fattori che sfuggono anche agli addetti ai lavori. Più che per l'aumento delle tariffe, per i tempi ristretti (una stagione) in cui questo si è realizzato.
Il passaggio è stato sicuramente traumatico.
Per molti una vera e propria offesa. E quindi anche una questione di principio.

Ragionando in modo freddo, è evidente che i prezzi praticati dalle compagnie di navigazione negli anni passati non fossero sostenibili nè realistici. Pagare 1 euro per portare l'auto da Civitavecchia a Olbia è qualcosa di assolutamente impensabile. Credo che su questo non si possa non essere d'accordo.
L'aumento del costo dei carburanti può aver avuto un peso, ma altri fattori ben più "importanti" hanno svolto il ruolo di cause principali.

In ogni caso molti amanti della Sardegna sono corsi ai ripari e hanno trovato altre soluzioni.
Giungere in Sardegna è molto conveniente e comodo in aereo. Se si prenota per tempo e si usano le compagnie low cost (in realtà compagnie in gran parte famose e affidabili come Easy Jet o come Ryanair), si possono spuntare dei prezzi inimmaginabili solo 10 anni fa.
Certo, rimane la scomodità di restare (anche per pochi giorni) in vacanza in Sardegna senza l'ausilio di una vettura. Come ovviare?

Una soluzione è stata l'uso dell'aereo accoppiato al noleggio dell'auto. Soluzione molto comoda perchè si arriva, si prende l'auto e si va. Soluzione anche economica quando si decide di rimanere in Sardegna per pochi giorni. Molto meno conveniente nell'ipotesi di noleggi che durano molti giorni o settimane.

Alcuni nostri ex-clienti o conoscenti, hanno così optato per l'acquisto di una autovettura (magari una vecchia utilitaria) da lasciare qui in Sardegna. Un investimento che può costare poco ed essere rimborsato in poco tempo. Perchè c'è qualcuno che, intravedendo il business, si propone per tenere in custodia, a prezzi estremamente economici, l'auto portandola in aereoporto a richiesta del turista vacanziero.
Tale soluzione permette di effettuare anche brevi visite (soprattutto fuori stagione) per il solo fine settimana con costi veramente ridicoli. Con la comodità di muoversi in auto. Soluzione veramente ideale per chi acquista una casa in Sardegna e vuole godersela in molti momenti dell'anno.
Soluzione idonea soprattutto per chi compra a distanza di pochi minuti (come Budoni o San Teodoro, solo 15/20 minuti di superstrada) di un aereoporto.

Traghetto o aereo? Diciamo che sono in forte rialzo le azioni dell'aereo.
E di conseguenza si apre la possibilità di muoversi con un auto noleggiata o con una auto acquistata e lasciata permanentemente in Sardegna.
Il vantaggio delle 2 soluzioni cambia a seconda della frequenza e della durata delle visite.
Occorre quindi mettersi a tavolino e stimare quante volte si pensa di venire in Sardegna e agire di conseguenza.
Se vi occorre il nome di chi vi può curare la custudia dell'auto a poco prezzo, non avete che da chiedercelo.
Saludos a tottu.

Budoni fra le spiagge più belle della Sardegna

Non che avessimo necessità che qualcuno ci dicesse ciò che i nostri stessi occhi sono soliti vedere.
Ma effettivamente immaginarci di non essere degli abitanti della Sardegna e guardare le foto delle spiagge e degli incantati angoli di questa terra meravigliosa è un gesto estremamente emozionante.
Così appuriamo con piacere che la spiaggia di Budoni (sede delle nostra agenzia immobiliare) viene inserita dal sito Virgilio.Viaggi in un elenco di 10 spiagge sarde considerate bellissime.
Tra le altre spiagge leggiamo di Piscinas nell'oristanese, di Stintino a nord, del bellissimo Golfo di Orosei e dell'immancabile Costa Smeralda.


La spiaggia di Budoni è un arenile di più di 3,5 km che parte dalla località di Tanaunella (a sud di Budoni), costeggia il paese e termina nei pressi di Agrustos.
Composta di sabbia bianca finissima, la spiaggia è molto larga e con caratteristiche idonee per chi ha bambini anche per la pulizia dei fondali e l'assenza di rocce. La profondità dell'acqua è bassa per molti, molti metri dal bagnasciusa e questo rende questo tratto di mare una sorta di piscina a cielo aperto per adulti e bambini.

La spiaggia ha vari accessi, ognuno con il suo nome proprio che lo contraddistingue.
Partendo da sud abbiamo quindi "Baia Sant'Anna", con il suo accesso dalla pineta in cui trascorrere i momenti più caldi della giornata oppure mangiare qualcosa nel ristorantino vista mare; "La Capannizza", "Stella Marina" e "Salamaghe".
In ogni discesa a mare sono presenti chioschetti nei pressi della spiaggia dove comprare un gelato o sorseggiare una bibita fresca.

La spiaggia è raggiungibile a piedi da Budoni o da Tanaunella, luoghi in cui abbiamo varie soluzioni immobiliari a partire da prezzi veramente accessibili.
Naturalmente consigliamo anche di visitare le spiagge vicine.
Ad essere onesti non è difficoltoso trovarne di molte altre stupende.
Ciò anche in proporzione ai personali gusti del visitatore.
Esiste quindi la possibilità di esplorare spiagge nascoste ma discrete come di adagiarsi in spiagge più frequentate ma che, proprio per questo, possono essere giocose e divertenti.

Un invito il nostro a trascorrere qui le vostre vacanze,
Saludos a tottu.

Cosa aspetta il mercato del mattone?

La parola "crisi" deriva dal verbo greco krino (= separare, cernere, in senso più lato, discernere, giudicare, valutare). 
Nell'uso comune ha assunto un'accezione negativa in quanto vuole significare un peggioramento di una situazione. 
Oggi vogliamo però riflettere proprio sul significato di base e coglierne anche una sfumatura positiva, in quanto un momento di crisi cioè di riflessione, di valutazione, di discernimento, può trasformarsi nel presupposto necessario per un miglioramento, per una rinascita, per un rifiorire prossimo.
Un momento di crisi è fondamentalmente un momento di passaggio. 
Fra un "certo modo di vivere le cose" ed un altro.

Di sicuro ci sono fattori intrinseci del mercato immobiliare che potevano far supporre che dei cambiamenti drastici sarebbero avvenuti. In primo luogo se un paese (l'Italia) non cresce numericamente, a che serve fare nuovi alloggi? Certo ci saranno sempre zone in cui vi è espansione miste a zone in cui vi è la fuga. Ma vi è una tendenza generale che non può essere ignorate.
Anche per il mercato delle casa vacanza, è ovvio che non si può pensare che una crescita possa continuare in modo esponenziale e sconsiderato.
Parlando del mercato che conosciamo meglio, quello del nord Sardegna, appare ovvio che arriva un momento in cui, anche continuando a persistere una altissima domanda di immobili, gli spazi fisici per costruire diminuiscono.
Soprattutto quelli connotati da quelle particolarità (vista mare o vicinanza al mare) che contraddistinguono l'interesse di chi vuol comprare quelle case.

Aiuta in queste situazione un esame spassionato e privo di emozioni dei grafici storici. Se si osservano i picchi e le cadute di un certo mercato nel corso degli anni, si avranno molteplici risposte.
Come spesso discutiamo con i nostri clienti, vi sono regole che contraddistinguono ogni mercato.
In borsa si dice 
"Vendi quando il prezzo va su, compra quando il prezzo va giù".
 O meglio "Vendi quando il mercato va bene, compra quando il mercato va male".
Ma se ci riflettete questa semplice ma severa regola è l'esatto opposti di quanto fa la maggioranza di persone.
Nell'ultimo anno, molte case sono state messe in vendita. Lo vediamo nella nostra attività quotidiana in cui vari proprietari ci contattano.
E il fatto che più case vengano messe in vendita da un colore alle vicende del mercato immobiliare più scuro. Quando così non è. Perchè l'atto di mettere in vendita la propria casa è per la maggior parte dei casi è semplicemente dettata da fattori emotivi.

In realtà, senza andare troppo fuori tema, ci sono segnali che indicano già che dal prossimo anno ci sarà una netta inversione di tendenza. Non lo diciamo noi ma vari esperti del mercato immobiliare, come Carlo Giordano, amministratore delegato di Gruppo Immobiliare.it in alcuni suoi articoli in merito oppure come il celebre centro di ricerca statistica Nomisma di Bologna.
Anche i costruttori edili, per bocca del presidente di Assoediliza Colombo Clerici, rinviano al 2013 la ripresa del mercato immobiliare.

Ma riflettere su queste cose è anche scontato. Parafrasando un'altra famosissima regola della borsa, potremmo dire che "Dopo che il mercato immobiliare va giù, prima o poi il mercato immobiliare andrà su".

La morale di questo discorso è che ORA è il momento di comprare.
Ora che è possibile spuntare dei buoni prezzi che sicuramente non potranno essere spuntati fra 2, 3 o 5 anni. Quando il mercato ricomincerà a tirare e molte persone vorranno acquistare.

Saludos a tottu.

Certificazione energetica: quali cambiamenti?

Dall'inizio di quest'anno è diventato obbligatorio per tutti i venditori di immobili indicare a quale classe energetica appartiene la casa che si sta vendendo.
Ma di che parliamo quando introduciamo il concetto di "certificazione energetica"?

In realtà l'energia è il concetto base del funzionamento dell'intero universo. Ogni cosa (essere vivente o meno) consuma e produce energia.
Noi esseri umani abbiamo necessità di grandi quantità di energia per far funzionare la nostra società e per mantere i nostri confort.
Naturalmente il fabbisogno di energia planetario sta aumentando a dismisura. Sul pianeta siamo sempre di più e sempre più nuove nazioni (Cina, India, Brasile, Russia, Indonesia solo per citarne alcune) passano da economie di tipo agricolo a economie a forte spinta industriale in cui la quantità di energia necessaria è incredibilmente più elevata.
Se serve più energia, è logico produrne di più. 
Ma finchè non si troveranno sistemi di produzione effettivamente illimitati o quasi, un modo per avere più energia è gestire al meglio quella che già si possiede.

Onestamente per decenni le più grandi nazioni della terra hanno ignorato questo aspetto.
Se rimaniamo in campo immobiliare, appare evidente che con un pizzico di accortezza, già molti anni fa sarebbe stato possibile costruire case che potessero permettere di risparmiare energia.
E non tanto a livello del singolo consumatore.
Perchè se una persona ha i soldi, può infischiarsene di risparmiare energia e usare tutta quella che vuole.
Non è quello il punto.
Il punto è che se tutti fanno questo ragionamento, prima o poi ci si scontrerà sul fatto che l'energia disponibile a buon mercato finirà, con conseguenze anche inimmaginabile se si vuole.

Perchè una casa dovrebbe disperdere il calore prodotto in inverno per riscaldarsi?
Se osserviamo il mondo animale (grande fonte di ispirazione per le soluzioni tecnologiche umane) questo non avviene. Avviene l'esatto contrario.

Quindi risparmiare energia si può e si deve. In parte con delle buone abitudini che ci costano meno di zero, ad essere sinceri.
E in gran parte costruendo delle case che siano sempre più "performanti" ovvero sia in grado di massimizzare il benessere di chi ci vive minimizzando il costo.
Questo tipo di case è INDUBBIO che hanno un costo maggiore per essere costruite. INDUBBIO.
E questo è proprio il motivo che negli anni passati ha portato i costruttori a realizzare case e condominii minimalisti, in cui l'attenzione a questi aspetti era minimo.
L'unico obiettivo era di minimizzare i costi e di massimizzare i profitti a discapito della qualità delle costruzioni.

Nei prossimi anni, le case con buona certificazione acquisteranno sempre più appeal e sempre più mercato. Questo più nei mercati delle abitazioni di città che nelle case vacanza, per essere sinceri. Ma è innegabile che prima o poi l'onda investirà tutto il mondo immobiliare.

Quindi ora è quasi normale vedere che le case sono certificate per la grande maggioranza in classe G o F. Cioè le peggiori classi energetiche. E sono molto, molto rare le case vacanza in vendita che andranno a finire in classe A o classe B. Perchè molto dipende anche da chi acquista.
Per avere una completa certificazione di classe A, non bastano le mura spesse e ben coibentate, dei buoni infissi con camere d'aria, le intercapedini, l'uso di buoni materiali e via dicendo.
Occorrono anche soluzioni di riscalmento e climatizzazione idonee. 
Avere una casa ben costruita e usare lo scaldabagno elettrico di basso prezzo comprato in offerta all'ipermercato può abbassare, e di molto, la classe energetica di appartenza.

E se compriamo casa anche per motivi di investimento, e se quando venderemo vogliamo avere la possibilità di avere un margine di guadagno, forse è utile riflettere un pò su questo tipo di situazione.

Saludos a tottu.
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