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lunedì 18 agosto 2014

Stagione estiva 2014 in conclusione in Sardegna

La stagione turistica 2014 in Sardegna raggiunge il picco e comincia ad indirizzarsi verso la conclusione.
Quale l'andamento? Quali i risultati?
E' andata bene o è andata male?

E' presto per fare i conti e sbagliato utilizzare le impressioni personali per descrivere qualcosa di così complesso.
Forse già adesso una singola attività può cominciare a tirare le somme.
Certo, manca ancora un mese circa di possibile periodo buono per accogliere i turisti. Ancor più se ipotizziamo, come sembra, che ci si prospetti un settembre (e forse un ottobre) caldi e asciutti....

Parliamo oggi di questa attenzione sull'andamento della stagione turistica per mostrare, una volta di più e nel caso ce ne fosse ancora bisogno, quanto la gestione delle proprie attività aziendali siano fuori dal controllo dell'imprenditore.

Un imprenditore turistico è pur sempre un imprenditore. E il suo mercato, anche se turistico, è pur sempre un mercato. E funziona come tutti i mercati.
Fin da piccolo sentivo parlare di andamento della stagione turistica, una sorta di grande risultato come il raccolto di un agricoltore. Già ad luglio si cominciava a commentare se ci fossero più o meno turisti.
Che io mi ricordi, mi sembra che dagli anni '80 in poi ogni stagione fosse peggiore di quella precedente. Almeno nelle parole degli operatori o della gente comune. Salvo poche, pochissime voci fuori dal coro.
In realtà le cose non andavano così. Ma non è questo il punto.

Il punto è: perchè un imprenditore, o una categoria di imprenditori deve osservare con ansia l'andamento di una stagione turistica sperando, quasi come un viaggiatore esausto dalla sete che attende la pioggia nel deserto arido, che per quell'anno ci siano più turisti.
Che anche quando arrivano non è detto che tramutino la loro presenza in maggiore propensione alla spesa. E infatti mi ricordo di anni in cui i numeri dicevano più turisti ma gli operatori turistici rispondevano "Però spendono di meno!".

Ritorniamo al concetto. Che si parli di industria, agricoltura, servizi, commercio o turismo, il nodo è sempre quello: sta all'imprenditore studiare le azioni di piccolo, medio e lungo periodo che portano ad un aumento dei fatturati e quindi dei guadagni.

Il problema se in questa stagione turistica vengono o non vengono turisti è molto, molto relativo.
In primo luogo, ogni attività deve cercare di andar bene con i turisti che vengono. Cercando di attuare azioni promozionali tali da far crescere i propri clienti e guadagni.
In secondo luogo, ogni attività deve ricercare soluzioni prima individuali e poi di gruppo (si, di gruppo.... anche se questa parola sembra quasi proibita nell'isola dei Nuraghi!) per aumentare il flusso turistico.
Perchè in un pianeta dove ci sono sempre più persone che necessitano di servizi turistici è incomprensibile pensare che non ci sia la possibilità di avere più turisti.
Giusto per fare un esempio di come potrebbe essere la cosa, facciamo notare che l'aeroporto di Olbia sta cercando solo nel 2015 di poter diventare idoneo a ricevere aerei che facciano le rotte transoceaniche permettendo l'atterraggio di aerei di una certa dimensione. Questo aprirebbe le porte a voli charter prima e di linea dopo direttamente collegati con le nazioni più appetibili da un punto di vista di domanda turistica come i paesi del nord america ma anche del sud-est asiatico....
Possibile che ci siano voluti 35 anni per rendersene conto?
Possibile che ci sia questa lentezza di implementazioni di soluzioni strutturali per il turismo quando da decenni è possibile volare dall'Europa direttamente alle isole caraibiche, alcune delle quali delle dimensioni dell'isola della Maddalena? Perchè li si e qui in Sardegna no?
La risposta sta nella causatività! Nel punto di vista che le cose vanno risolte da se senza aspettare politici di turno o il classico deus ex machina, ovvero il personaggio carismatico che come un dio arriva e sistema tutto.

Sicuramente ci sono cose da cambiare, servizi da migliorare, strutture da creare, gruppi da coordinare e promozione da effettuare.
Questo a vantaggio di chi lo fa e di tutti quanti. Al punto che una persona che promuove la sua attività sta in realtà aiutando tutti. Perchè l'offerta turistica è un meccanismo coordinato.
Per avere finalmente delle stagioni turistiche (ma non solo....) all'altezza della bellezza di questa magnifica terra.
 
Saludos a tottu.

lunedì 24 giugno 2013

La stagione imminente estiva

Il nostro impegno sul blog, si è diradato in queste ultime settimane.
Ma non è disaffezione. E' semplicemente che il cliente diretto ha la priorità delle nostre attenzioni.
L'agenzia Orizzonte Casa Sardegna è un'agenzia immobiliare reale, con 2 uffici (uno a Budoni e l'altro a San Teodoro), clienti reali e vendite reali.
Scriviamo sul blog cose di cui ci occupiamo tutti i giorni da molti anni a questa parte.

Il blog è un servizio aggiuntivo che cerca di portare la nostra esperienza e conoscenza del territorio anche a chi non ha avuto contatti diretti con noi o con chi, pur avendoli avuti, ha voglia o necessità di continuare a seguire ciò che succede nel mondo immobiliare con particolare riferimento alla zona nord orientale della Sardegna.

Ma il nostro servizio è diretto al cliente che varca le soglie dei nostri uffici o a quello che ci scrive o ci telefona.
Perchè l'attività di una vera agenzia immobiliare non è solo portare una persona interessata a visionare delle case. Quella è la parte più prevedibile e più semplice della faccenda.
Compito di un'agenzia immobiliare è:
  • Essere aggiornata sulle dinamiche immobiliari del territorio (costrutturi, norme, tendenze, situzioni generali e specifiche, provvedimenti turistici.....)
  • Essere in grado di comprendere la richiesta della domanda aggregata di immobili per la zona in cui opera.
  • Trasferire questa domanda ai venditori, costruttori e proprietari.
  • Assistere con consulenza specifica chi sta o ha intenzione di cercare casa ma ha bisogno di una figura professionale di riferimento.
Ecco quindi spiegato, con l'inizio della stagione estiva e conseguente aumento di flusso di clienti diretti, il motivo della mancanza di nuovi post sul blog.
Semplicemente il nostro tempo era dedicato a chi stava comprando casa o a chi voleva informarsi per bene prima di comprarla.

E, a dispetto delle notizie generali dei mass media, chi compra non è scomparso dalla faccia della terra. Gli acquirenti esistono e se trovano ciò che cercano comprano.
Forse ci sono realtà in cui vi è stata una netta diminuzione delle compravendite immobiliari. I numeri sono i numeri.
Ma i numeri vanno sempre interpretati perchè un numero non è una verità auto-referenziale. E' solo un parametro oggettivo da comprare ad un altro. E se la comparazione è sbagliata, l'interpretazione del numero è sbagliata.
Vi è un esempio classico per questo.
In un paese vi sono solo 2 abitanti. Un signore ricco e un signore povero.
Il signore ricco una sera apparecchia per cena 2 polli arrosto. Due polli solo per lui.
Nello stesso momento il signore povero guarda il suo piatto vuoto. E medita sulla sua fame incalzante.
Un esperto di statistica raccoglie i dati e senza mentire, senza falsificare niente scopre che in quel paese, quella sera, si sono mangiati 2 polli arrosto. Essendo 2 gli abitanti, la risposta è presto pronta.
La statistica dice che quella sera in quel paese ogni abitante ha mangiato un pollo.
Ma noi sappiamo che ciò non è vero.
Eppure i numeri non mentono. 2 polli per 2 persone. Ma non sempre si può fare la media matematica.

In ogni caso la stagione estiva sta arrivando. Arriveranno compra-vendite e persone contente del loro acquisto o della loro vendita. Cercheremo di tenere aggiornato questo angolo informativo.
Ricordiamo ai lettori che siamo sempre attenti ad eventuali segnalazioni o richieste di approfondimento.

Ma per ora Saludos a tottu.

sabato 30 marzo 2013

Compagnie di navigazione sanzionate dall'AntiTrust?

Come si era ipotizzato da più parti e a più riprese, ci si avvia a gettare finalmente una luce di comprensione sulla questione dell'aumento dei traghetti da e per la Sardegna del 2011.

A quanto recita il quotidiano locale "La Nuova Sardegna", parrebbe oramai in dirittura d'arrivo l'approvazione del ricorso presentato all'antiTrust della regione automona della Sardegna riguardo agli accordi di cartello delle principali compagnie di navigazione.


Per dirla in poche parole, da una parte abbiamo alcune compagnie di navigazione che collegano la nostra isola al resto della penisola. Operando in un clima di concorrenza tutte cercano di offrire il miglior servizio al miglior prezzo possibile. E questa, in effetti, è stata la scena fino al 2010.
Con discreta soddisfazione dei consumatori e turisti.
Ma se le compagnie di navigazione sono in realtà sufficientemente poche, si potrebbe ipotizzare che per loro sia più conveniente mettersi d'accordo e stipulare un "prezziario" minimo e IMPORRE sul mercato delle tariffe convenienti solo a chi le fa.
Natuaralmente, in quasi ogni paese, questa pratica economica e commerciale (chiamata cartello o accordi di cartello) è considerata illegale e non è consentita.

Come detto, fin da subito il sospetto che le cose stessero in questo modo è venuto un pò a tutti. Se ne chiaccherava nei bar e nei salotti.
Ma un conto sono le chiacchere e un conto sono le accuse. 
Anche a questo punto non vi è ancora niente di certo. Ma il cerchio sembra che si stringa.
D'altronde non era accettabile che un rincaro dei prezzi dal 60% al 100% (raddoppio in molti casi!!) fosse giustificato solo da aumenti di carburante e non meglio precisati aumenti dei costi di gestione.
Anche perchè non è concepibile che il prezzo del carburante copra un 80 o 90% dei costi di gestione della navigazione in modo da giustificare la completa ripartizione di questo aumento sull'intero costo di trasporto.

Il punto è un altro. In ogni caso.
La situazione dei trasporti da e per l'isola non è stabile e il sistema spingerà in modo inesorabile per portarlo ad un punto di equilibrio. Che questo avvenga perchè la regione Sardegna o il governo nazionale (quando ce ne sarà uno, forse...) prendono dei provvedimenti o perchè la magistratura interviene per sanzionare condotte illecite o perchè nuovi operatori nel campo dei trasporti entreranno sul mercato con nuove offerte non sappiamo.
Ma la situazione non è accettabile.

Una delle soluzioni che si sta concretizzando è la trasformazione della nostra isola in una zona franca con l'abolizione di alcune tasse o la riduzione di taluni costi. 
Ne abbiamo già parlato e in queste settimane c'è dalle nostre parti un gran ribollire di attività a riguardo.

Vedremo.
Per ora riflettiamo sul fatto che se è vero che Moby, Grimaldi, SNAV e Sardinia Ferries si sono segretamente accordate per falsare il mercato e, probabilmente, per spartirsi la torta della ex-pubblica Tirrenia (fatta di rotte, personale e molteplici sovvenzioni statali) allora le conseguenze, anche a breve, saranno eclatanti.

Chi vivrà vedra.
Saludos a tottu.

giovedì 28 febbraio 2013

La Sardegna come nuova Svizzera?

Come sempre i mass-media, giornali, tv e quant'altro dimostrano che il loro scopo non è INFORMARE ma DIS-informare.
Non che ci sia della malizia in tutto ciò.
E' semplicemente come è strutturato il sistema.

L'individuo viene bombardato di notizie, sempre più, sempre più, sempre più e in tutto questo marasma viene persa di vista l'informazione importante.
Perchè non tutte le informazioni hanno lo stesso grado di importanza.
Forse qualcuno ha sentito parlare in modo vago di qualcosa che sta accadendo in Sardegna. Ovvero l'istituzione di una zona franca nell'isola.
Ma di cosa stiam parlando esattamente?

Facciamo un passo indietro e citiamo alcuni fatti degli anni passati:

a) Negli anni '90 l'Unione Europea con l'approvazione e pubblicazione di vari regolamenti (il n° 2913 del 1992 e il n° 2454 del 1993) introduce il concetto di "zone franche" ovvero particolari territori con particolari caratteristiche che ne consiglino un diverso trattamento fiscale. I presupporti sono la collocazione extraterritoriale di un territorio rispetto ai confini politici dello stato di riferimento. La questione è strettamente tecnica e volta per lo più a contesti di tipo doganale per il transito delle merci.
b) Nel 1998 lo stato italiano emana un decreto legislativo (il n° 75) che recependo le intenzioni dell'Unione Europea sull'impegno di ogni stato per ridurro il divario economico fra regioni, legifera sull'istituzione reale delle zone Franche in Sardegna con particolare attenzione ai porti di Cagliari, Olbia, Oristano, Porto Torres, Porto Vesme e Arbatax per citare i più importanti.
c) Il trattato di Lisbona, firmato dagli stati europei nel 2007, ribadisce l'impegno dell'Europa a favore delle sue zone economicamente svantaggiate.

Da questi provvedimenti, nasce una discussione politica sulla cosa che in modo molto blando si trascina per anni. Fino a quando lo scorso anno, in maniera quasi imprevedibile, la cosa ha una violenta accelerazione che si concretizza in un provvedimento congiunto di 240 comuni dell'isola a favore dell'applicazione di queste norme teoriche sulla zona franca a tutto il territorio sardo in quanto, in base alle normative, tutto il territorio ha le caratteristiche previste dalla legge per l'applicazione.

Così, il governo regionale recepisce la volontà popolare e il 7 febbraio di quest'anno delibera in modo ufficiale per la creazione di una zona franca includente tutto il terrorio regionale (l'intera Sardegna) a partire dal 24 giugno 2013. La delibera, basandosi sulle norme già emanate e sui poteri speciali dello Statuto Sardo che le conferisce poteri in quanto regione autonoma a statuto speciale, non è una richiesta ma un'affermazione di fatto.
Che viene inoltrata all'Unione Europea nella persona del Presidente della Commissione Europea, lo spagnolo J.M. Barroso, al presidente del parlamento europeo, al Consiglio dei Ministri italiano e alle autorità doganali.

Senza entrare negli aspetti specifici della cosa, l'adozione di questo provvedimento tramuterebbe la Sardegna in una sorta di Svizzera in mezzo al mediterraneo. Ci sarebbe l'abolizione delle accise sui carburanti e la sparizione dell'iva. Con tutte le conseguenze che si possono immaginare.
La benzina costerebbe poco più di 0,80 centesimi al litro e tutti i prodotti e servizi costerebbero dal 10% al 21% in meno. Biglietti, case in affitto, alberghi, ristoranti.
Certo, è un'ipotesi. Perchè in regime di libero mercato, un imprenditore è libero di mantenere i costi in più e incassare come ulteriore guadagno quel 20% che non si paga allo stato sotto forma di iva.
Ma reputiamo che, vista la situazione generale, la stragrande maggioranza di operatori economici sarebbe ben felice di guadagnare le stesse cifre di oggi facendo risparmiare di botto un 20% al consumatore finale.
Tra l'altro, questo differenziale, darebbe un impulso anche per molte categorie mercelogiche. 
Alcuni prodotti, come i beni di lusso o i prodotti tecnologici di alta fascia, sarebbero così appetibili da giustificare un viaggio in Sardegna per l'acquisto del medesimo.

La regione Sardegna ha inviato la sua delibera alle sedi competenti e si appresta a far valere le sue intenzioni, supportata dai diritti sanciti in normative e leggi, nazionali ed europee.
Staremo a vedere.
In ogni caso, rimandiamo per ulteriori approfondimenti al sito ufficiale della regione:
e di alcuni siti che si dedicano all'argomento:


Attendiamo sviluppi.
Saludos a tottu.


mercoledì 19 dicembre 2012

Che tempo fa in Sardegna

Che tempo fa in Sardegna in questo periodo, a ridosso delle prossime vacanze di Natale?
In realtà rispondere a questa domanda è parzialmente difficile perchè la Sardegna non è una piccola regione. Anzi.....
Possiamo però dare qualche indicazione sulle situazioni metereologiche della zona Nord Orientale, quella che si trova intorno alla conosciua città di Olbia. Al di sopra, a nord, troviamo la rinomata Costa Smeralda, e a sud troviamo le splendide località di Porto San Paolo, San Teodoro e Budoni.

Qui sotto possiamo esporre la media delle temperature rilevate presso la città di Olbia (ben indicativa delle temperature che si possono rilevare in altre località di mare nei pressi come San Teodoro, Porto Cervo o Budoni).
Ecco:
Come si può vedere le massime oscillano tra i 15 gradi di gennaio e febbraio (i mesi più freddi) e i 31 gradi di luglio e agosto.
Invece le temperature minime (parliamo sempre di rilevazioni medie) oscillano tra i 5 gradi di gennaio e i 19 gradi di agosto.
Anche l'escursione termica notte-giorno si mantiene abbastanza stabile nel corso dei mesi. Passa dai 9/10° di differenza a gennaio/febbraio ai 13° gradi di differenza a giugno/luglio.
Ovvero è importante sapere che nel nord-est della Sardegna ci sono sempre una decina di gradi di differenza fra le temperature del giorno e della notte.

Naturalmente stiamo parlando di temperature medie. Che sono indicative ma che non bisogna mai dimenticare sono solo un parametro statistico. Può capitare che un certo anno le minime raggiungano anche i 0° gradi o addirittura vadano sotto zero.
Come è capitato che le temperature massime abbiamo più volte superato le soglie dei 40° in alcuni giorni d'estate.

A testimonianza delle serie storiche (rilevate negli ultimi 30 anni) che abbiamo illustrato non possiamo che parlare di un dicembre veramente caldo mentre gran parte dell'Italia giace sotto un'ondata di freddo.
Che dire?
Possiamo suggerire una breve vacanza in questo periodo natalizio per godere di questa temperatura e dei colori e profumi di un'isola meravigliosa, che in questo periodo mostra un volto di se veramente non paragonabile a quello offerto d'estate.
Sicuramente avere la casa in questa terra e usufruire dei bassi costi di spostamento di questo periodo dell'anno può garantire una valida alternativa alle settimane bianche.

Saludos a tottu.

giovedì 11 ottobre 2012

Quali prospettive per il settore turistico in Sardegna?

Il 2012 non verrà ricordato in Sardegna come l'anno di maggior lustro per quanto riguarda le presenza turistiche.
Questo è vero nei numeri e nelle impressioni personali.
Ormai siamo ad ottobre ed è possibile tirare un pò di somme dell'andamento della stagione estiva, stagione cruciale e pilastro dell'economia tutistica isolana.
Che la Sardegna viva della rendita della bellezza del suo mare e delle sue spiagge è fatto conosciuto.
Nel tempo ha aiutato la presenza dei turisti anche la buona cucina, le tradizioni fortemente radicate, una natura bella e incontaminata, paesaggi incantevoli e un profumo di antichità millenaria che si respira ovunque non appena si scende da una nave o dall'aereo.

Per circa un trentennio, anno più anno meno, la Sardegna ha continuato a bruciare record su record di presenze e gradimento.
Ha anche sempre primeggiato come qualità delle sue acque (anche quest'anno, peraltro, vedi questo articolo).

Insieme a questa gloriosa cavalcata, sono aumentati i servizi, proliferate le attività ricettive e commerciali.
Le persone impegnate a vario titolo nell'industria turistica hanno, stagione dopo stagione, migliorato la qualità dei servizi e la loro personale professionalità.

Questa crescita non significa assolutamente che il processo di crescita sia finito e che tutto funzioni come un orologio. Anzi. I margini di crescita e miglioramento sono ampi e facilmente individuabili.

La Sardegna continua a non compredere appieno quali potenzialità essa abbia e quanto al minimo vengano sfruttare le proprie risorse. La nostra idea è che la Sardegna sia simile ad una fabbrica che potrebbe produrre 10000 auto al mese mentre attualmente ne sta producendo solamente 1000. I macchinari vengono spenti, non c'è sufficiente promozione, non c'è aumento della produttività.
Fin troppo spesso abbiamo sentito parlare di "arrivo dei turisti" come se questo movimento in entrata fosse qualcosa di mistico e la struttura turistica sarda niente avesse a che fare con questa situazione.

La realtà è che molto deve essere ancora fatto.
Il costo delle case è, per certi versi, un indicatore.
Nel nord-est, la zona più famosa e pregiata dell'isola, il costo al mq delle case vacanze è molto lontana da altre famose località turistiche italiane. Non parliamo di altri posti internazionali.
E sebbene esistano isole tropicali dove si può costruire sopra la sabbia delle spiagge a costi ridicoli, è comprensibile che queste 2 situazioni non si possano mettere a confronto.

Il settore turistico sardo, aveva forse in parte bisogno di una pausa di riflessione. E d'altronde non poteva che avvenire prima o poi che un trend di sviluppo continuo avesse un momento di pausa.
Coinciso, peraltro, con una fase molto, molto difficile e delicata della storia italiana, europea e sicuramente anche mondiale.
Insomma molti fattori nel calderone.

Ma rimarchiamo il fatto che la Sardegna ha potenzialità non ancora sviluppate.
Se si riuscirà, come pare d'altronde sia nelle intenzioni del popola sardo e dei suoi amministratori, a preservare questa natura meravigliosa, e se si riuscirà a incrementare la qualità del servizio senza pensare che la quantità risolva tutti i problemi, siamo sicuri che nuovi orizzonti possano essere raggiunti.
Con soddisfazione per chi ha investito e puntato su questa terra.
Saludos a tottu.

venerdì 31 agosto 2012

La stagione estiva volge alla sua conclusione.

L'estate sta finendo. E un anno se va.
Sto diventando grande, lo sai che non mi va.

Così cantavano nel lontano 1985 il duo piemontese Righeira. Che si spacciavano artisticamente per fratelli, senza esserlo in realtà.
Penso che molti ricordrino quella canzone, una sorta di inno nazional-popolare che ha contraddistinto le estati italiani per almeno un decennio abbondante ma che ancora (siamo sicuri) aleggia leggero nella mente degli italiani più grandicelli (quelli nati prima degli anni '90 almeno).

L'estate non è finita ma sta finendo.
Un altro mesetto scarso di stagione estiva insisterà nei luoghi di vacanza.
Proprio questo fine settimana segnerà il passaggio fra il turismo d'agosto, un pò caotico, spensierato ma anche vissuto con la frenesia di "divertirsi" a tutti costi e il turismo di settembre. Sicuramente più consapevole e a dimensione d'uomo.
Se il tempo regge (e negli ultimi anni ha retto spesso), un periodo decisamente fiabesco con spiagge piene di spazio e ritmi decisamente rilassanti.

Con l'inizio di settembre, torneremo più assidui su questo blog.
In realtà, da un punto di vista delle vendite immobiliari, si profila nei prossimi mesi, il periodo migliore dell'anno. Dopo le visite di giugno, luglio e agosto, i mesi che vengono fino a natale risultano quelli in cui si concretizzano maggiormente le trattative.

Ma nonostante questo avremo un pò più tempo da dedicare alle riflessioni sulla Sardegna, il suo turismo, il suo ambiente, le case in vendita e altri aspetti della compravendita immobiliare.
Sperando di risultare utili al lettore.

Non esitate quindi a continuare a mandarci i vostri commenti e segnalazioni.
Saludos a tottu.

domenica 19 agosto 2012

Legambiente premia ancora il mare della Sardegna

Salve a tutti,
avrete notato (se siete assidui frequentatori di questo blog) che nelle ultime settimane la frequenza degli articoli è diminuita rispetto al periodo precedente.
Ci scusiamo di quuesto ma, nonostante tutte le cassandre che si divertono a fare i funerali al signor "turismo", agosto è sempre agosto in Sardegna e l'afflusso di turisti ci ha spesso costretto a dedicare ben poco tempo alle pur piacevoli occupazioni di gestione dei nostri spazi web.

Sia chiaro, è innegabile che rispetto ad alcuni anni passati vi sia un calo di presenze.
Ma questo calo va visto sempre in un'ottica di medio e lungo periodo e mai come un fenomeno annuale.
Non si può programmare neppure la gestione di un condominio in un'ottica ANNUALE.
Figuriamoci se ci occupiamo di settori economici e sociali che includono centinana di migliaia di persone e milioni di turisti.
Lasciando l'approfondimento di questo interessante tema ad un prossimo articolo, volevamo dedicare un pò di spazio all'ennesimo trionfo della qualità del nostro mare. Ovvero del mare della Sardegna.

Quando si parla di località turistiche, prezzo degli immobili, crisi finanziaria, blocco dei mutui, etc. etc. occorre, infine sempre, indirizzare tutti questi argomenti facendoli ancorare ad un dato di base.

Il dato di base è che la Sardegna continua a rimanere un angolo di paradiso in questa sfera di acqua e rocce chiamata pianeta terra.
Come possiamo anche leggere nei seguenti articoli:
In base ai prelievi e esami della famosa "Goletta Verde" il mare della Sardegna risulta essere il più pulito d'Italia con 1 campione inquinito ogni 433 km di costa. Per dare un'idea, la seconda regione con il mare più pulito è la Toscana con 1 campione inquinato ogni 200 km di costa. Al secondo posto con una percentuale di inquinamento più che doppia.
Incredibilmente (almeno di primo acchito) la maglia nera di regione più inquinata spetta alla Calabria con 19 punti inquinati su 24 punti test (1 punto inquinato ogni 38 km di costa). Seguono Liguria e Campania.


I motivi sono vari e per ogni regione ci sarebbe da fare un discorso a parte. La Calabria soprattutto presenta incredibilmente un livello di inquinamento che non ci si sarebbe aspettato.
Responsabile dell'inquinamento sono sicuramente gli apporti tossici degli scarichi fluviali che gettano nel mare una quantità di inquinamento che il mare fatica a smaltire.

La Sardegna, lontana dal resto del mondo, gode di questo innegabile vantaggio. La sua rada popolazione non ha il peso antropico (si intende la quantità di risorse ambientali consumati da un gruppo umano!) di altre regioni.
Un milione e 600 mila abitanti su una gigantesca superficie di 24 mila kmq non hanno un grande impatto ambientale.

Il mare sardo quindi è bello e pulito. Come le sue spiagge.

Quando si pensa ad acquistare casa, questo fattore non può essere dimenticato.
Saludos a tottu.

martedì 7 agosto 2012

Segnalazione iniziative per risparmiare sulle vacanze

Che gli italiani stiano cercando soluzioni varie per cercare di mantenere lo stesso livello di benessere e di consumi raggiunto negli anni scorsi è da rimarcare.
La cosa è giusta e, in fin dei conti, anche un segnale di vitalità di un popolo che sembra sempre sull'orlo di cadere ma che poi ritrova sempre risorse inaspettate e misteriose.

Re-inventarsi continuamente è uno sport che il nostro popolo conosce e che sicuramente ci fa onore.
Per quanto non si possa negare che talvolta si abusi di questa abilità, continuando a vivere sempre sul filo del "in un modo o nell'altra ce la facciamo" che crea sempre una sottile sensazione di instabilità.

In ogni caso, oggi, vogliamo segnalare ai lettori del blog un'iniziativa nata sull'onda del successo dei colossi Groupon e Trovit.
Per chi non conoscesse queste iniziative (che comunque non sono italiane), diciamo solo che l'idea parte dal rinforzare il lato debole del commercio ovvero l'acquirente.
Se, infatti, chi vende si ingrandisce e acquisisce sempre più potere, lo stesso non accade per chi compra. Che continua a rimanere unico, individuato, piccolo e quindi con poco potere contrattuale.
Ma che succederebbe se ad acquistare dei prodotti ci fosse un acquirente forse che compra in grandi quantità? Otterrebbe certo degli ottimi prezzi.
E qui nasce l'idera, ovvero i gruppi di acquisto. Che poi consentono agli iscritti di poter accedere a beni e servizi a prodotti scontati.
Chi si associa beneficia della visibilità (e pubblicità) del gruppo di acquisto. Chi compra, ha il beneficio del prezzo.

Vi segnaliamo quindi questa iniziativa al presente link: Invito su Voyage Privee, la soluzione alla crisi per chi non vuole rinunciare alle vacanze.

Voyage Privee è un portale dove gli iscritti possono beneficiare delle promozioni sull'acquisto di pacchetti vacanza in Sardegna, in Italia e nel resto del mondo.

Periodicamente vengono pubblicate delle offerte, che sono davvero vantaggiose. Un esempio: 3 notti in pensione completa presso Hotel 4 stelle ad Alghero: 90€.

Il segreto? Loro fanno da intermediari tra le strutture e i clienti: si impegnano a portare tot clienti, in cambio di una percentuale, a condizione che i prezzi siano vantaggiosi. Un sistema che va a vantaggio di Voyage Privee, del cliente e della struttura.

Si diventa membri di gratuitamente e senza obbligo di acquisto, SOLO su invito. Per potervi registrare, cliccate sul link indicato in precedenza.

Speriamo che questa informazione possa essere stata di vostro interesse.
Non mancate di farci conoscere le vostre opinioni a proposito dei temi affrontati dal blog.
Notiamo, infatti, che i lettori sono molti ma i commenti e le interazioni poche.
Ci servono le vostre opinioni e le vostre esperienze. I vostri consigli e suggerimenti.
Tutto questo per fare un blog sempre più utile e seguito.

Saludos a tottu.

venerdì 27 luglio 2012

Aumento della qualità

E' nostra opinione che ogni fenomeno turistico attraversi delle fasi.
Ricollegandoci ad uno schema concettuale mutuato dall'economia aziendale e dal marketing, vareremo quello che possiamo chiamare:
CICLO DI VITA DI UNA ZONA TURISTICA.

Questo ciclo di vita avviene per fasi e ci indica cosa succede ad una zona turistica con il passare del tempo.
Abbiamo:
FASE 1 - Individuazione da parte di un soggetto pubblico o (più spesso) privato di una particolare zona che può essere oggetto di utilizzo turistico. (NASCITA).
FASE 2 - Aumento, spesso confuso e caotico, delle strutture ricettive e dell'offerta turistica. Miglioramento e sviluppo delle infrastrutture locali e delle linee di comunicazioni in entrata e uscita. Aumento esponenziale delle presenze turistiche (SVILUPPO)
FASE 3 - Riorganizzazione dell'offerta turistica e aumento della coordinazione dei soggetti coinvolti. Leggero incremento delle presenze turistiche con tendenza al rallentamento progressivo (MATURITA')
FASE 4 - Diminuzione dell'interesse e dell'appeal della zona rispetto al mercato con calo sempre più vasto delle presenze e progressiva chiusura delle strutture ricettive meno efficienti o performanti. (DECLINO).

Secondo noi, ogni zona turistica attraversa queste fasi. A seconda dei casi ogni fase ha durate differenti fra situazione e situazione o zona e zona. A volte può esserci una fase di "nascita" breve mentre altre può durare moltissimo tempo. Così come potrebbero esserci delle fasi di "sviluppo" e "maturità" brevissimo con rapido avvento della fase di "declino".
Le possibili combinanzioni sono molte.

Ciò che può avvenire nella fase 4, è un progressivo declino che continua in maniera indefinita fino all'ipotetica morte turistica della zona oppure l'introduzione di cambiamenti e strategie che portino alla FASE 5 ovvero la fase della RIORGANIZZAZIONE, che in pratica sancisce una nuova fase 2 di sviluppo ad un livello superiore.
In parole più semplici, dopo che una zona turistica è nata, è cresciuta e comincia a sperimentare una fase calante alla fine della sua maturità, il declino arriverà inesorabile a meno che non introduciamo delle innnovazioni che portino la zona turistica a rifiorire con un nuovo sviluppo e conseguente nuova maturità.

L'emblema di questo ciclo di vita è la costiera romagnola, che alla fine degli '80 sembrava avere gli anni contati per la vistosa fase di declino che stava sperimentando. 
Eppure, con grande intuizione e abilità, gli operatori turistici e gli amministratori locali hanno cambiato il tipo di offerta turistica specializzandosi in servizi di divertimento puro. Meno mare e più parchi giochi, eventi e discoteche. 
E così quei luoghi hanno conosciuto una nuova fase di sviluppo che li ha portati ad una nuova fase di maturità.

La Sardegna, e la zona nord est della stessa attraversa, secondo noi, un periodo in cui è giunta alla piena maturità e sperimenta i primi segni della fine di questa fase.
Niente di drammatico, per carità. Semplicemente il normale evolversi del ciclo delle cose.
Il modello di sviluppo attuato fin qui è stato un fantastico successo.
Complice un ambiente straordinario, un mare tra i più belli e maestosi del mondo, una totale assenza di fattori inquinanti e tutta una serie di peculiarità culinarie e culturali, la Sardegna è diventata il sogno di molti italiani e molti turisti stranieri.
Giusto l'anno scorso abbiamo venduto una casa in un paesino a 4 km dal mare, un borgo tipico della zona, a due coniugi inglesi che hanno venuto la loro casa a Londra per traferirirsi definitivamente in Sardegna per viverci tutto l'anno. Motivo? Si sono innamorati del posto.

Quale può essere il futuro della Sardegna? Le ipotesi sono tante. E se qualcuno dei nostri lettori avesse piacere a condividere il suo pensiero ci farebbe molto piacere.
Noi pensiamo che il futuro sia l'aumento ripido e verticale della qualità.
Qualità degli arredi urbani, della pulizia, della sistemazione degli accessi alle spiagge.
Qualità dei trasporti e di tutti i servizi annessi.
Qualità dell'informazioni a favore dei turisti.
Qualità del servizio nelle strutture ricettive e nelle maestranze che offrono i propri servizi professionali.
Qualità non significa necessariamente aumentare il cemento, piastrellando tutte le strade che portano ad una spiaggia.
Forse il segreto della bellezza di alcune spiagge della Sardegna è proprio la propria condizione selvatica.
Qualità significa cura dei particolari, significa piani di sviluppo urbano ordinati e coerenti con una linea guida comune.

Significa molte altre cose di cui magari parleremo in qualche prossimo articolo.
Saludos a tottu.

mercoledì 18 luglio 2012

In Sardegna alla ricerca di nuove forme di vacanza

In questo universo tutto si trasforma e niente rimane uguale a se stesso.
Troppe volte ci piacerebbe che il tempo si fermasse e che niente si muovesse nè cambiasse direzione.
Ma anche questa è una bugia, perchè in uno spazio in cui niente cambia, dopo un pò la monotonia regnerebbe sovrana.

Negli anni '80, qualcuno sancì la fine dell'"El Dorado" turistico della riviera romagnola.
I più grandicelli ricorderanno la piaga delle mucillagini, ovvero l'invasione di alghe unicellulari nel mar adriatico. Sembrava che l'industria del turismo di Rimini, Riccione e zone circosatanti fosse al tramonto.
Eppure i bravissimi romagnoli ebbero la forza e l'abilità di comprendere che qualcosa doveva cambiare e si inventarono la vacanza parco giochi. Via agli aquafun e alle discoteche. La riviera romagnola come un enorme parco divertimenti che non finisce mai e non chiude mai.
Il motto fu ed è PIU' SERVIZI. Se non hai le spiagge e il mare dei Caraibi, puoi comunque ritagliarti il tuo spazio offrendo qualcosa che tu hai e gli altri no.

La Sardegna ha raggiunto, secondo noi, un punto della sua parabola ascendente simile a quel periodo in Emilia Romagna. Ovvero la spinta di un certo modo di fare turismo ha esaurito la sua energia e non permette alla carrozza turistica sarda di andare sempre alla stessa velocità.

Ma pensare che una crisi sia all'orizzonte è sbagliato e superficiale. 
Pensare invece che ci troviamo ad un punto in cui alcune dinamiche del movimento turistico debbano essere ripensate è corretto.
Forse la rincorsa continua alle costruzioni e ai cantieri è da rivalutare in una nuova ottica.
Di sicuro c'è che chi riesce a mettere le mani su un immobile in Sardegna, si troverà un bene rivalutato di molto nel volgere di 10-15 anni.
Possono sembrarvi molti. Ma arriveranno e passeranno. Come sono passati gli ultimi 15 anni.

Ci ha colpito quindi un articolo di Tiscali, in cui si parla proprio di nuove forme di vacanza.
In questo caso di vacanze lontano dalla tecnologia e dal modernariato.
Si cita la Sardegna in un esperimento nel sud Sardegna a Carloforte (Splendido posto),
Inseriamo il link per la lettura di questo breve articolo.
 
Che non ci dice tantissimo ma ci da lo spunto per pensare come potrebbe evolversi il turismo in questa splendida isola, una sorta di paradiso terrestre.

Saludos a tottu.

martedì 17 luglio 2012

La piaga degli incendi

Nei giornali e telegiornali italiani, in questi ultimi 2 giorni, si è parlato diffusamente della brutta domenica che c'è stata in Sardegna, e in particolare nella zona nord orientale a causa di numerosi roghi.
Sospinti da un incessante vento di maestrale che soffiava da nord-ovest, i roghi hanno fatto passare un pomeriggio di apprensione agli abitanti di vari paesi e borgate e un pomeriggio di lavoro a corpo forestale e vigili del fuoco.

Della piaga degli incendi e del rapporto con questa terra, se ne è parlato tanto. E molte cose corrette sono state dette vicino ad alcune stupidaggini.

Noi che viviamo tutto l'anno in queste zone, e che cominciamo ad avere una certa memoria ed esperienza delle cose che si spinge fino a tutti gli anni '80, sappiamo che i discorsi a mente calda, non appena i fatti sgradevoli sono accaduti, sono di un tenore mentre i discorsi a mente fredda sono di un altro.
Come in tutte le cose il problema non va minimizzato ma neppure amplificato per esigenze di spettacolarizzane televisiva o comunicativa.
Gli incendi boschivi sono un problema della Sardegna da moltissimi decenni.
Forse in prima battuta sono nati semplicemente per strappare ai numerosissimi boschi aree di territorio da adibire a pascolo. Se osserviamo la cosa con gli occhi di un pastore di qualche centinaio di anni fa la cosa non fa una piega.
La Sardegna è un territorio veramente ampio, costituito in gran parte di aree boscate difficilmente raggiungibili a causa della loro asperità. Nei secoli passati la copertura boschiva era incredibile e quindi l'uso di incendi per aumentare le aree coltivabili o, meglio, da adibire al pascolo non creava molti problemi.
Ma ciò che è utile e funzionale in un momento può diventare non funzionale e dannoso con il cambio di alcuni paramentri.

Nell'800, la Sardegna è stata svenduta a individui con pochi scrupoli che la hanno letteralmente disboscata per ricavare carbone e legnami per le ferrovie. Tutto ciò è stato fatto in modo selvaggio e senza il corretto ritorno economico per gli abitanti del luogo.

Su questa base, la distuzione di altre zone boscate, è cominciato a diventare un problema. Da lì a trasformare gli incendi in un'arma di pressione psicologica o veri e propri strumenti di danneggiamento o di intimidazione, il passo è stato breve.
Spesso, nei decenni addietro, alcuni individui hanno pensato bene di appiccare gli incendi come atti terroristici. C'è chi lo faveva per motivi politici, chi per motivi anarchici, chi per la difesa della propria indipendenza. Forse alcune di queste idee avevano e hanno il loro fondamento.... non sappiamo! Ma di sicuro incendiare ettari e ettari di territorio per rivendicare qualcosa trasforma la migliore delle idee in un qualcosa di pessimo.

Nel corso degli ultimi anni, il fenomeno incendi ha subito però una notevole riduzione. Sia in termini di numero di roghi che in termini di superficie bruciata. Un migliore sistema di prevenzione e di lotta agli incendi ha contribuito a questo come alcuni provvedimenti legislativi.
Un periodo non pochi roghi dolosi avvenivano per regalare questo territorio sottratto all'ambiente all'edificazione selvaggia. Cosa che da molti, molti anni non è più possibile.

Purtroppo qualche imbecille che si diverte a vedere che succede appiccando un incendio che possa minacciare paesi e strade c'è sempre. La stupidità umana alcune volte non ha veramente limite.
Anche perchè praticamente il 99% degli incendi è di natura o dolosa o colposa. Gli incendi per autocombustione sono un fenomeno talmente raro che è quasi inutile prenderli in considerazione.

La scorsa domenica la città di San Teodoro ha subito parecchi danni a causa di un incendio che si è avvicinato fin troppo ad alcuni sobborghi e villaggi del paese. Purtroppo ci sono stati anche dei feriti per colpa dell'esplosione di alcune bombole non viste dentro un capanno degli attrezzi fuori paese. Ci dispiace per loro.
Così come dispiace oggi vedere alcune colline circostanti il paese senza la caratteristica macchia mediterranea ma vedere al suo posto una coltre di arbusti neri e scheletriti nel mezzo della cenere.

Un dubbio sorge in noi. Possibile che dietro questo incendio doloso non ci sia qualcuno a cui piaccia e convenga creare un fattore di disturbo nei confronti del sistema turistico sardo?
Questa è una tesi che a più riprese è stata vagheggiata da amministratori e persone della strada. E che ha più di un fondamento.

Perchè chi viene in Sardegna, ha una percezione di questo (brutto) argomento più vicino alla realtà.
A San Teodoro non ci sono incendi ogni 2 mesi o ogni anno.
Non qualcosa di frequente o di particolarmente pericoloso.
Gli incendi sono un problema per il territorio e non per il turista.
Ma, dispiace dirlo, i mass-media nel loro quotidiano lavoro di DIS-informazione danno questa immagine.

A noi, sardi da generazioni, nati e cresciuti in queste zone, piange il cuore vedere decenni di vegetazione venir distrutta in un pomeriggio senza costrutto alcuno.
Ma se le cause di questi incendi sono davvero mettere in cattiva luce i luoghi turistici sardi, perchè cadere nella trappola.?

Saludos a tottu.

mercoledì 11 luglio 2012

La Sardegna e i traghetti

La Sardegna è un'isola. E questo è un fatto che sicuramente non vi giunge nuovo.
E un'isola neppure così tanto vicina al resto della struttura continentale europea.
L'unica altra terra nei pressi è la Corsica, altra isola: praticamente una cugina.

Questa identità insulare ha sempre contraddistinto questa terra e non poteva che essere così. Se la Sardegna è quella che è oggi (nel bene e nel male), lo dobbiamo al suo regime di isolamento e separazione dal resto d'Europa e dal resto d'Italia.
Questo è un fattore che non si può mai dimenticare in tutte le proprie analisi. Sia che parliamo di vacanze, di affitti o di acquisti immobiliari.

Per giungere in Sardegna, fino a poco più di un decennio fa, l'unico vero sistema era quello di utilizzare il servizio traghetti offerto in principio dalla sola Tirrenia, compagnia di navigazione pubblica storica. Una vera istituzione. Più che altro culturale, visto che la compagnia non si è mai distinta per la cortesia e per la qualità del suo servizio.
Dopo arrivarno le compagnie private, Moby Lines del signor Onorato in primis. E poi Grimaldi, Sardinia Ferries, GNV e via dicendo.
La vera rivoluzione, comunque, è stata l'avvento dei voli aerei low cost, a basso costo.

Fino agli anni '80 e primi anni '90, volare era un modo di viaggiare a semplice appannaggio di professionisti e appartenenti ad una fascia media alta in termini di ricchezza. Il costo di un biglietto aereo era decisamente proibitivo.
Ma il mercato aereo introduceva una rivoluzione, ovvero voli spartani a prezzi decisamente appetibili e concorrenziali.
Questo tipo di nuovo modo di volare ha preso piede anche in Sardegna anche se in misura contenuta agli inizi e principalmente indirizzato ai mercati anglofoni e germanici.

In ogni caso, vuoi per l'aumento di concorrenza da parte di un metodo di collegamento alternativo, vuoi per l'aumenta competività del mercato del trasporto marittimo, i prezzi del trasporto cominciarono a scendere.
In taluni casi in modo vertiginoso. 
Oggi sorridiamo (visto il notevole aumento dei prezzi medi per un viaggio di andata e ritorno per la Sardegna con auto al seguito) ma fino a non molti anni fa, era possibile prenotando neppure molto tempo prima, viaggiare a costi irrisori, spesso pagando SOLO 1 euro per il trasporto dell'auto.

Ora è alquanto evidente che trasportare in Sardegna un automobile non può costare un euro. Forse ci piacerebbe pensare che questo sia possibile ma ciò NON E' NELL'ORDINE DELLE COSE.

La Sardegna è un'isola. Un'isola distante dal resto dello stivale.
La sua bellezza e il suo fascino deriva principalmente da questo fattore.
E questo fattore ha il suo costo.

Con questo, non stiamo minimamente dicendo che i rincari degli ultimi 2 anni riguardo ai costi dei traghetti per la Sardegna siano giusti e giustificati. Non lo pensiamo minimamente.
Pensiamo che si sia andati da un eccesso all'altro.

E che lo si sia fatto in maniera repentina, troppo repentina, con la creazione di un danno d'immagine ed economico notevole.
Crediamo che dietro questa sorta di accordo collettivo fra le compagnie private, il bene comune e il servizio pubblico (che comunque qualunque compagnia marittima, pubblica o privata che sia, deve fornire) siano stati sacrificati in nome di interessi privati di tipo lucrativo e speculativo.

Forse una politica migliore sarebbe stata un aumento concertato dei prezzi spalmato nel corso degli anni. In modo da permettere a privati, imprese e enti amministrativi pubblici di predisporre le opportune contromisure.

La nostra idea è che, prima o poi, il sistema turistico SARDEGNA, troverà un suo nuovo equilibrio. Non crediamo che questo aggiustamento debba essere lasciato a se stesso e che basti solo attendere. Occorrono azioni concrete in tale direzione.
Ma prima o poi sarà ineludibile che si ritrovi un equilibrio.

Forse non tutti potranno venire in Sardegna perchè a qualcuno apparirà più conveniente spendere la stessa cifra (complessivamente) e passare 15 giorni da un'altra parte piuttosto che 10 in Sardegna. Questo per via dei costi aggiuntivi del viaggio.
Forse.

Ma molte più persone possono venire in Sardegna proprio per questo motivo.
Quanti italiani vanni a Cuba o alla repubblica domenicana, nonostante non sia dietro l'angolo? Ci sono dei motivi. Forse solo un'idea collettiva. E' un discorso ampio.

La realtà è che, con un pò di accortezza, è possibile venire in Sardegna senza spendere in realtà un patrimonio. I prezzi sono aumentati e talvolta lo hanno fatto in modo percentualmente elevato.
Ma già da adesso è possibile vedere che le compagnie di navigazione stanno facendo parziale marcia indietro.
Notiamo già proposte commerciali promozionali di 210 € per 2 adulti + auto andata e ritorno (vedi per maggiori approfondimenti qui).
Esiste poi la compagnia di navigazione della regione Sardegna che fa viaggiare a costi incredibilmente bassi, sulla linea di qualche anno fa e a volte meno.
Questo il sito su cui prenotare: Saremar.

La Sardegna è bella. E' meta sognata e desiderata di moltissimi italiani e stranieri. Lo è e lo sarà.
Forse in futuro ancor di più con il continuo miglioramento della qualità dei servizi e la preservazione delle bellezze naturali. Cosa che il popolo sardo tiene a fare. Anche per la mancanza di potenziali pericoli dovuti all'inquinamento o alla produzione industriale che in Sardegna è veramente bassa.

Comprare una casa in Sardegna è una scelta saggia.
Farlo ora, anche un'opportunità e un affare.

Saludos a tottu.

sabato 7 luglio 2012

San Teodoro

San Teodoro è un paese situato a sud di Olbia, in Sardegna.
E' un paesino che negli anni '70 è stato scoperto per lo più dal turismo avventuroso di matrice tedesca.
E poco dopo dai turisti italiani, in misura prevalente proveniente da Roma e dal Lazio.
Già negli anni '80, San Teodoro ha assunto il ruolo di "leader" turistico della zona.
Aiutato in modo evidente dalla presenza di una delle più belle e capienti spiagge della zona nord orientale della Sardegna e, forse, della Sardegna tutta. Ovvero la spiaggia de "La Cinta".

L'arenile, caratterizzato da una sabbia bianca e finissima, si allunga con una forma arcuata per circa 4,5 km. Una stretta lingua di terra ricca di una folta vegetazione la separa dalle acque della laguna adiacente. Questo ha permesso la formazione di un panorama naturalistico di particolare bellezza.

Come testimoniano alcune immagini:

Le immagini sono abbastanza eloquenti e non crediamo sia necessario aggiungere neanche una parola di commento.
Sicuramente le acque pulite e cristalline, un fondo sabbioso e con acque basse per decine di metri insieme ad un largo arenile di sabbia finissima ne fanno un luogo adatto a tutti gli amanti del mare, adulti e bambini.

La spiaggia è sicuramente stata il motore che ha dato il via all'espansione turistica di questo paesino che d'inverno fa poco più di 3000 residenti che diventano 80.000 d'estate.
Locali notturni, graziosi ristoranti e pizzerie, discoteche, buotique, fantasiosi negozi di oggetti tipici hanno pian piano creato un luogo di villeggiatura movimentato e pieno di attrattive al punto da portare la sera a San Teodoro anche i turisti delle zone vicine.

La sera passeggiare a San Teodoro è quasi una magia, tra le bancarelle di oggetti strani e i bar e le gelaterie. 

Nel nostro blog abbiamo spesso parlato di dinamiche del mercato immobiliare, di investimenti ma forse (e ce ne scusiamo) ci siamo dimenticati che queste pagine sono dedicate si all'immobiliare, ma all'immobiliare in Sardegna e precisamente, all'immobiliare della costa nord orientale della Sardegna, quella che si snoda vicino alla mitica isola di Tavolara.
Non è quindi possibile effettuare qualsiasi ragionamento su un acquisto di una casa in Sardegna dimenticandosi o minimizzando il contesto di cui stiamo parlando e che fa da sfondo a tutti i nostri discorsi.

E per stanotte, Saludos a tottu.

mercoledì 13 giugno 2012

Ipotizzare un orizzonte turistico diverso

Il turismo è uno dei settori economici più particolari nel panorama produttivo umano.
In primo luogo turismo non è solo una semplice richiesta e desiderio di svago. E' una pratica complessa in cui vi è il desiderio e l'aspirazione di riposarsi, divertirsi o distrarsi ma anche di accrescere la propria cultura, conoscenza ed esperienza umana.
E' nostra opinione che il movimento turistico sia una delle attività a maggior valore aggiunto di tutte quelle in cui gli esseri umani possono essere coinvolti.
Innanzitutto una zona geografica può valorizzare le proprie risorse grazie al turismo. Risorse che non sono (attualmente è sempre più vero) solo ambiente, spiagge o monumenti. Ma anche tradizioni, cibo e festività religiose.
Il turismo favorisce lo spostamento di popoli e culture ma su una banda emotiva, culturale e spirituale elevata. Ben differente dalle movimentazioni umane tristemente conosciute come l'immigrazione clandestina o simili.

La Sardegna è un'isola dotata di pregi ambientali incredibili. Sono conosciute le sue spiagge e il suo mare ma le bellezze naturalistiche sono tali che non pochi si sono rivolti a questa regione con appellativi poetici come "Sardegna, quasi un continente".
Non v'è dubbio che questa regione abbia beneficiato di una crescita economica e umana notevole con l'aumento dei flussi turistici negli ultimi 30/40 anni.

Molti italiani, a ruota di alcuni turisti in un certo modo esploratori di nuovi territori, hanno scoperto la selvaggia bellezza di arenili incontaminati e di acque turchesi e pulitissime.
La bellezza di questi posti è stata tale, che i sardi stessi non hanno mai veramente compreso quanto grande fosse questo valore.
O almeno questa è la nostra personale opinione.

Il tempo, cambia le cose. Questa è una legge ferrea. Non è detto che questi cambiamenti sia necessariamente in negativo o necessariamente in positivo. Ma le cose cambiano perchè così va avanti il mondo e le cose.
Attualmente la Sardegna continua ad avere bellezze ambientali di incredibile valore e ancora preservate nella loro integrità e purezza.
Ma molto probabilmente è tempo di cominciare ad ipotizzare un orizzonte turistico diverso.
Quale?

Qualcuno lo ha intuito e dei movimenti in tal senso si sono già verificati.
La Sardegna non è solo spiagge e mare ma cultura, monumenti, cibo e tradizioni.
Ma ciò che vogliamo sottolineare è ancora diverso.
In un'ottica di globalizzazione, non è più possibile, secondo noi, pensare di operare in un contesto turistico solo passivo.
La Sardegna deve decidere cosa vorrà fare da grande.
Se l'idea dei suoi amministratori e dei suoi abitanti è che la sua vocazione è strettamente turistica, ci sono dei cambiamenti che devono essere fatti.
Cambiamenti nel punto di vista prima ancora che nelle cose concrete!

Se la Sardegna vuole essere ancora un luogo in cui il turismo è qualcosa di importante, deve pensare a tutto il mondo e prepararsi per ospitare tutto il mondo.
Occorre qualche infrastruttura, qualche nuova strada ma soprattutto una maggiore cura delle infrastrutture che già esistono.
E non è minimamente possibile che non esistano i soldi per fare questo.
Quando si tratta di investimenti i soldi non sono mai dei costi o delle spese. E per gli investimenti i soldi devono essere trovati. Perchè porteranno altri soldi.

Fino ad adesso il gioco è stato facile. Da adesso in poi entrano in ballo le vere abilità dei sardi e di chi in Sardegna ci vive e si è fatto adottare.
Questo anche a favore di chi in Sardenga ci ha già investito.
E con questo cambio di prospettiva anche il valore del loro investimento (ad esempio un acquisto immobiliare) sarà destinato a crescere.

Saludos a tottu.
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