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lunedì 16 settembre 2013

Gli italiani non sono così fedeli all'investimento immobiliare

Alcune volte si inseguono le leggende.
Si dice da anni che gli italiani amino il mattone.
Noi, che spesso mettiamo in dubbio i luoghi comuni che di veritiero hanno spesso ben poco, non siamo mai stati convinti di questo fattore.
Vuoi perchè parliamo di investimenti immobiliari con molti italiani da molti anni e le perplessità e risposte vaghe e approssimative ai nostri input sono fonte di grande perplessità.

Sta di fatto che adesso sembrerebbe che questo "amore per il mattone" sia smentito anche da una ricerca di Eurostat, ovvero il centro di ricerche statistiche di Eurolandia.
Il grafico pubblicato sembra non lasciare ombra a dubbi:

Ovvero l'Italia si colloca ben lontano dalla cima della classifica con un misero 73% di italiani proprietari di abitazioni.
Davanti agli italiani moltissimi paesi, in particolare della zone est Europa come Romania e Lituania. Ma ci sopravanzano anche nazioni come la Grecia, il Portogallo e la Spagna. Dietro di noi le altre grandi d'Europa la cui poca propensione all'acquisto immobiliare era nota.
Cosa possiamo trarre da questo grafico?

In primo luogo che gli italiani non sono così innamorati del mattone e che non è vero che investono tutti o quasi tutti i denari in loro possesso negli immobili.
E in secondo luogo che gli italiani gradiscono anche altre forme di investimento. Come gli altri paesi avanzati. Ad esempio la Germania mostra che solo il 53% della popolazione ha proprietà immobiliari. Il che non significa che i tedeschi siano poveri, come ben sappiamo.

In ogni caso ci sono margini di miglioramento.
E se qualcuno può aver detto che gli italiani avevano tutti una casa, appare evidente che non sia così.
Così come, escludendo dalla statistica coloro che acquistano solo come prima casa, non è molto alta neppure la percentuale di possessori di seconde case.

Saludos a tottu.

giovedì 14 marzo 2013

Urbanizzazione e Arredi urbani

L'urbanizzazione è quel processo di sviluppo e organizzazione che si attua in un territorio o area per portare il centro urbano ad un livello di funzionamento e vivibilità accettati dal livello di qualità previsto dalle normative.
Le urbanizzazioni si dividono in primarie e secondarie. Le urbanizzazioni primarie consistono in modo principale in costruzione strade, fognature, illuminazione e acquedotti. Le urbanizzazioni secondarie consistono nella realizzazioni di infrastrutture di utilità pubblica come scuole, centri congressi e cose similari.
Alle urbanizzazioni si accoppiano in misura rilevante gli arredi urbani che sono tutti quegli interventi che un'amministrazione pubblica effettua in una città o territorio per migliorarne la sua estetica ma anche la sua fruibilità da parte del cittadino.
Essi consistono in (lista non completa):

  • Strade con segnaletica orizzontale.
  • Segnaletica verticale con indicazioni delle attività e/o luoghi di interesse.
  • Illuminazione pubblica.
  • Panchine e punti di incontro/socializzazione.
  • Cestini rifiuti e siti per la raccolta differenziata.
  • Strutture per cartelli pubblicitari.
  • Cabine telefoniche......  e altro
Con l'urbanizzazione e la cura dell'arredo urbano non bisogna dimenticare la cura del verde pubblico, che consiste nel creare aree pubbliche di aree verdi come prati, giardini, fioriere, filari di alberi, cespugli e siepi.
Queste tre attività (urbanizzazione, arredo urbano e verde pubblico) portano un territorio a trasformarsi da un luogo vergine ad un assetto urbano funzionale, adatto alle necessità della comunità che ci vive ed estetico.
Sicuramente è quantomeno necessario che una zona sia servita dai servizi di base di un contesto urbano moderno. Ovvero che abbia strade, approvigionamento idrico, fognature, marciapiedi ed illuminazione.
Questo è il minimo che si richiede ad una città o centro urbano.
Ma le urbanizzazioni e la cura degli arredi urbani dovrebbero andare ben oltre questo punto.

In particolare in località di pregio e di particolare bellezza.
Anzi è nostra primaria idea che la cura degli arredi urbani (dando per scontate le opere di urbanizzazione primaria e secondaria) e del verde pubblico abbiano un'incidenza altissima nel migliorare la qualità del tessuto immobiliare di un'area e quindi incidere in modo incredibilmente rilevante sul valore di mercato di una casa di quel territorio.

Questo sembrerebbe un pensiero assolutamente scontato e, probabilmente, condivisibile dalla maggior parte, se non tutti, dei lettori di questo blog e non solo.
Ma la condivisione è un concetto esprimibile in termini relativi e quantitativi, e non solo qualitativi.
Cioè è anche facile essere essere d'accordo con qualcosa.
Ma il punto è QUANTO di è d'accordo con la particolare idea o fatto di cui parliamo.

Nel nostro caso specifico (sull'importanza cioè delle sistemazione degli arredi urbani e del verde pubblico) la dimostrazione della realtà ci dice che per molte persone non è così evidente l'importanza di questo aspetto.
E la cosa peculiare è che tale mancanza di riconoscimento dell'importanza di questo aspetto nella qualità di offerta immobiliare di un territorio si riscontra in modo evidente (fin troppo evidente a volte) nella differenza di attitudine fra cura dello spazio privato e cura dello spazio pubblico.

Così non è insolito vedere che le singole proprietà immobiliari siano molto curate da un punto di vista di impatto estetico e di qualità degli arredi esterni mentre non sono altrettanto curati gli spazi pubblici in cui le stesse unità immobiliari sono collocate.
Non è insolito quindi vedere delle perle di costruzioni inserite in contesti poco curati, o talvolta fatiscenti.

Il punto, purtroppo, è che le amministrazioni pubbliche italiane spesso hanno un grado di efficienza e di velocità di esecuzione di molto inferiore al settore privato e l'iniziativa dei singoli individui e imprese.
Quindi può accadere che in una zona che si sta sviluppando le imprese realizzino bellissime strutture immobiliari in un contesto in cui l'arredo urbano arriverà solo molto, molto più tardi.
Tracciando un periodo di "interregno" in cui, purtroppo, ciò che è stato creato non potrà essere valorizzato a pieno.

Sicuramente, come spesso succede all'italico popolo, occorrerà avere pazienza.
Sempre che, almeno da un punto di vista concettuale, le nostre amministrazioni pubbliche nelle persone che ricoprono i posti di dirigenti e amministratori comprendano quanto è importante che in una città o località ci siano aree verdi curate e arredi urbani in quantità e qualità sufficiente.

Saludos a tottu.

venerdì 7 dicembre 2012

Andamento dei prezzi a San Teodoro e Budoni

Oggi portiamo all'attenzione del lettore l'andamento dei prezzi nei comuni di Budoni e di San Teodoro (ove si collocano la maggior parte degli immobili trattati dalla nostra agenzia, la Orizzonte Casa Sardegna).
Seguiamo, tramite specifici siti di monitoraggio questo andamento da un paio di anni.
Di certo queste rilevazioni non intendono essere delle senteze definitive e dotate della massima precisione.
Sono indicazioni statistiche rivelate cercando di fare una media dei prezzi sul mercato sui principali siti di inserzioni sia pubbliche che private.
Questo significa che in un sopralluogo reale sul territorio sia assolutamente possibile trovare prezzi che si collocano (per le varie categorie) al di sopra questi prezzi o al di sotto.
Vi sembrerà strano ma ci sono anche soluzioni con prezzi superiori alla media di mercato.
I motivi li abbiamo visti in vecchi articolo pubblicati in precedenza.

Venendo a noi, possiamo notare che in generale i prezzi e la quantità di compravendite si mantengono nelle ultime settimane sostanzialmente stabili con piccolissime flessioni verso il basso.
A Budoni c'è stata una diminuzione stimata dei prezzi medi del 2,2% negli ultimi 4 mesi mentre si registra una diminuzione del 10,2% negli ultimi 18 mesi
Questo per quanto riguarda i prezzi di listino. Ciò non toglie che, avviando una trattativa seria, non ci siano le possibilità di riuscire ad acquistare una casa con sconti maggiori. Ma questo è un discorso da fare caso per caso. Ciò che rimane è che il prezzo attuale al mq commerciale in questo comune (con le ovvie differenze fra centro paese e frazioni circostanti) si attesti intorno ai 2.200 euro.

Per San Teodoro possiamo notare per alcuni tipi di immobili e alcune zone un leggero fenomeno di controtendenza ovvero un piccolo aumento dei prezzi medi. Nei termini generali il prezzo è stabile (2.900 euro al mq commerciale) negli ultimi 4 mesi mentre è sceso del 9,4% negli ultimi 18 mesi.
Andando nello specifico, sono da rimarcare gli aumenti del costo al mq commerciale in località come Costa Caddu, Capo Coda Cavallo, Lu Impostu e Punt'Aldia e San Teodoro Centro.

Come detto ci sono tipologie di immobile che non stanno subendo un particolare deprezzamento mentre altri, quelli più omologati e che vanno a soffrire maggiormente della aumentata offerta di pezzi similari accusano un deprezzamento.
Che, però non è paragonabile minimamente ai crolli di alcuni mercati immobiliari in alcune zone italiane.
E questo, sebbene per chi compra possa sembrare una mancata occasione, è assolutamente una garanzia di redditività dell'investimento.
Se l'immobile che si compra non si sta ampiamente deprezzando nemmeno in periodo di oggettiva contrazione delle vendite, possiamo desumere che abbia enormi possibilità di una tenuta del valore nel tempo con fisiologica crescita nell'arco del medio e lungo periodo.

A termine di questo articolo, rimarchiamo sempre la presenza di singole opportunità di investimento di vistoso valore e convenienza. In questo contesto, sebbene i prezzi non siano crollati, è possibile imbattersi in situazioni più che vantaggiose.

Come agenzia non sempre ci sembra idoneo promuovere queste situazioni tramite un'offerta pubblica.
Mancano le premesse della vantaggiosità e i dettagli, che spesso possono essere discussi solo con l'apertura di una trattativa seria.
Ma se un cliente ha intenzione di comprare e avere una casa in Sardegna rappresenta il suo sogno da tempo, può provare a contattarci per avere maggiori informazioni.

Saludos a tottu.

giovedì 11 ottobre 2012

Quali prospettive per il settore turistico in Sardegna?

Il 2012 non verrà ricordato in Sardegna come l'anno di maggior lustro per quanto riguarda le presenza turistiche.
Questo è vero nei numeri e nelle impressioni personali.
Ormai siamo ad ottobre ed è possibile tirare un pò di somme dell'andamento della stagione estiva, stagione cruciale e pilastro dell'economia tutistica isolana.
Che la Sardegna viva della rendita della bellezza del suo mare e delle sue spiagge è fatto conosciuto.
Nel tempo ha aiutato la presenza dei turisti anche la buona cucina, le tradizioni fortemente radicate, una natura bella e incontaminata, paesaggi incantevoli e un profumo di antichità millenaria che si respira ovunque non appena si scende da una nave o dall'aereo.

Per circa un trentennio, anno più anno meno, la Sardegna ha continuato a bruciare record su record di presenze e gradimento.
Ha anche sempre primeggiato come qualità delle sue acque (anche quest'anno, peraltro, vedi questo articolo).

Insieme a questa gloriosa cavalcata, sono aumentati i servizi, proliferate le attività ricettive e commerciali.
Le persone impegnate a vario titolo nell'industria turistica hanno, stagione dopo stagione, migliorato la qualità dei servizi e la loro personale professionalità.

Questa crescita non significa assolutamente che il processo di crescita sia finito e che tutto funzioni come un orologio. Anzi. I margini di crescita e miglioramento sono ampi e facilmente individuabili.

La Sardegna continua a non compredere appieno quali potenzialità essa abbia e quanto al minimo vengano sfruttare le proprie risorse. La nostra idea è che la Sardegna sia simile ad una fabbrica che potrebbe produrre 10000 auto al mese mentre attualmente ne sta producendo solamente 1000. I macchinari vengono spenti, non c'è sufficiente promozione, non c'è aumento della produttività.
Fin troppo spesso abbiamo sentito parlare di "arrivo dei turisti" come se questo movimento in entrata fosse qualcosa di mistico e la struttura turistica sarda niente avesse a che fare con questa situazione.

La realtà è che molto deve essere ancora fatto.
Il costo delle case è, per certi versi, un indicatore.
Nel nord-est, la zona più famosa e pregiata dell'isola, il costo al mq delle case vacanze è molto lontana da altre famose località turistiche italiane. Non parliamo di altri posti internazionali.
E sebbene esistano isole tropicali dove si può costruire sopra la sabbia delle spiagge a costi ridicoli, è comprensibile che queste 2 situazioni non si possano mettere a confronto.

Il settore turistico sardo, aveva forse in parte bisogno di una pausa di riflessione. E d'altronde non poteva che avvenire prima o poi che un trend di sviluppo continuo avesse un momento di pausa.
Coinciso, peraltro, con una fase molto, molto difficile e delicata della storia italiana, europea e sicuramente anche mondiale.
Insomma molti fattori nel calderone.

Ma rimarchiamo il fatto che la Sardegna ha potenzialità non ancora sviluppate.
Se si riuscirà, come pare d'altronde sia nelle intenzioni del popola sardo e dei suoi amministratori, a preservare questa natura meravigliosa, e se si riuscirà a incrementare la qualità del servizio senza pensare che la quantità risolva tutti i problemi, siamo sicuri che nuovi orizzonti possano essere raggiunti.
Con soddisfazione per chi ha investito e puntato su questa terra.
Saludos a tottu.

lunedì 1 ottobre 2012

Stimare il valore di una casa.

Non avete un'idea di quante volte si ritorni sullo stesso argomento con potenziali clienti o semplici curiosi.
Uno dei motivi per cui questo blog è venuto alla vita era proprio indirizzare le persone che chiedono informazioni ad approfondire alcune tematiche con calma su uno spazio in cui cercare di dettagliare, spesso con numeri o citazioni, qualcosa.
Uno dei temi più caldi è sempre: "Come si può stabilire il prezzo di una casa?"

Ci si ritrova spesso a discutere sul fatto che il prezzo vada bene, che sia congruo e amenità del genere.

Comprare una casa è una decisione ovviamente importate. E se è corretto avere le idee chiare quando si compra un chilo di spaghetti o si mettono nel serbatoio  della propria auto 20 euro di gasolio, figuriamoci per qualcosa che costa diecimila volte di più.

Il problema fondamentale del prezzo di un immobile è la non omologazione degli immobili stessi. Ogni immobile è un pezzo unico. Per tanti motivi.
Lo è per la posizione del sito in cui la casa sorge, per la disposizione delle parti interne e mille altri particolari che pensiamo sia facile immaginare. Il concetto è che è molto, molto difficile mettere a paragone case di verse.

Ma quali sono gli aspetti che possono influenzare il valore di una casa nel tempo?

Quando si cerca una casa da acquistare quindi, oltre ai gusti e alle esigenze personali, è bene valutare la possibilità di voler rivendere in futuro, e scegliere quindi immobili che non rischiano di essere svalutati.

Il valore di un immobile infatti dipende da molteplici aspetti legati soprattutto alla sua tipologia e al contesto in cui è collocato. L’Agenzia del Territorio utilizza apposite tabelle di valutazione che incrociano vari coefficienti per stabilire l’influenza dei diversi fattori, ma sono da intendere come indicazioni di massima, perché di fatto il prezzo lo stabilisce il mercato.

Cosa influenza il valore di un immobile:
  • anno di costruzione;
  • tipologia, struttura e stato di conservazione e manutenzione;
  • la superficie, il numero e distribuzione dei locali;
  • il numero di bagni;
  • la cucina (abitabile o meno);
  • piano, esposizione, luminosità;
  • pavimenti, serramenti e finiture;
  • il tipo di riscaldamento (autonomo o centralizzato) o di climatizzazione;
  • lo stato dell’impianto elettrico, la classe energetica e l’indice di prestazione energetica;
  • la presenza di cantina, solaio, garage, posto auto;
  • la presenza di balconi, terrazzi, giardino, piscina;
  • le condizioni, il pregio e l’età dello stabile in cui si trova;
  • l’eventuale necessità di eseguire lavori straordinari nello stabile;
  • la presenza di un giardino, di un ascensore o di una portineria;
  • il tasso di sicurezza, il prestigio o la rumorosità della zona.
Oltre a questi valori, occorre aggiungere il valore della zona e contesto in cui è inserito l'immobile.

Anche se una zona è considerata molto buona, non è detto che sia adatta alle proprie esigenze. Il tutto dipende molto anche dalla propria scala di preferenze e dall'orizzonte temporale dell'acquisto.
Se si acquista per mantenere la casa pochi anni (diciamo una decina) si faranno valutazioni molto diverse da chi compra per non rivendere più (anche se spesso questa intenzione è solo teorica):

Una zona in via di espansione permette, ad esempio, di acquistare a prezzi più bassi, con il vantaggio di vedere crescere il valore dell’immobile nel tempo.
Per valutare se l’area è adeguata alle proprie esigenze è consigliabile:
  • visitare la zona in diversi orari della giornata e in giorni diversi possibilmente in periodi cruciali per la propria decisione;
  • verificare il movimento umano e automobilistico;
  • verificare problemi di viabilità eventuali;
  • valutare la vicinanza di supermercati, negozi e servizi di prima necessità.
Tutta questa operazione non è qualcosa che può essere fatta in 2 minuti ma serve sicuramente molto per chiarirsi le idee.
Non c'è infatti peggior cosa di aver avuto tra le mani la possibilità di un buon acquisto ed esserselo lasciato scappare.

Saludos a tottu.

sabato 16 giugno 2012

La fiducia e l'immobiliare

La fiducia è un concetto molto sottovalutato.
Cosa è mai la fiducia?
La fiducia è quella sensazione che ci accompagna nelle scelte e nelle azioni per cui siamo sicuri che non vi è nessun fattore nascosto che possa saltar fuori da un momento all'altro per danneggiarci.
Ma la fiducia è logica o è solo emotiva?
Questa domanda ci può aprire le porte a scrivere un intero libro di riflessioni sul tema. Perchè l'argomento parte piano e in silenzio ma deflagra in mille sfaccettature che vanno a includere l'uomo a 360°. Affetti, lavoro, stima di se, religione, filosofia, politica e chi più ne ha ne metta.

La scelta dell'acquisto di un immobile è una di quelle attività di compravendita in cui il fattore fiducia è presente ai massimi livelli.
Talvolta si acquista seguendo in misura unica o preponderante questo unico fattore a scapito degli altri.

Se l'acquisto mi ispira fiducia compro. Se non mi ispira fiducia non compro.
Così se un paese vive in un clima di fiducia si fanno compravendite, se il paese non vive in un clima di fiducia non si fanno compravendite.

Questo concetto (giusto in se) viene talvolta artefatto da qualcuno al punto che basterebbe chudere gli occhi dinnanzi ai problemi e continuare a "pompare" nell'aria ottimismo e fiducia a tonnellate per far si che le cose funzionino e che l'economia giri. Sarebbe bello ma purtroppo non funziona così.
Ma, ugualmente, è pur vero che un clima di disfattismo e sfiducia dilagante possa fungere da cassa di amplificazione dei problemi reali aumentando a dismisura la gravità delle conseguenze.
Della serie "già le cose vanno male, se si sta li a piangere e seminare pessimismo, non possono che andare peggio!".

Il nostro consiglio è di non tarpare le ali al concetto di fiducia. Ovvero non è una componente che si possa escludere dal proprio calcolo quando di compra una casa.
Spesso chi ispira o non ispira fiducia è l'interlocutore diretto che esso sia l'agente immobiliare o il costruttore/venditore. Se chi ci vuol vendere non ci piace e non ci ispira fiducia, inutile proseguire.
Questo a volte può essere un salvagente così come un'arma a doppio taglio.
I motivi per cui qualcuno potrebbe non ispirarci fiducia sono talmente tanti, talmente soggettivi, irrazionali e al di fuori da un contesto logico da spingerci a prendere una decisione contraria ai nostri migliori interessi.

Attualmente il nostro paese vive un momento di diminuizione della fiducia. Il maggiore indiziato di questo è sicuramente il sistema amministrativo e governativo della nazione. I continui scandali, tradimenti, inefficienze e sperperi della cosa pubblica hanno inciso e non poco.
L'economia nazionale attraversa un momento particolare in cui deve esaminare ciò che funziona e riproporsi alla grande.

Il grande oracolo della finanza mondiale, Warren Buffet, dice che il mercato immobiliare si riprenderà ovunque. Sia negli USA che in Europa. Non solo lo afferma ma porta i suoi ragionamenti e la sua esperienza a supporto.
Esistono degli studi economici che hanno più di 100 anni che dimostrano come il settore immobiliare, quello che si basa sulla scarsità e sulla inamovibilità del terreno, non possa che continuare a crescere con il crescere della popolazione.
Ovviamente potrebbero esserci, a seconda dei periodi, dei momenti in cui il mercato cresce e dei momenti in cui il mercato ristagna.

Ci piace l'idea che ci sia maggiore fiducia nel futuro. Accompagnata da una maggiore attenzione ai fattori concreti del presente.
Forse un matrimonio del genere è proficuo per tutti noi.

Saludos a tottu.

martedì 12 giugno 2012

Un suggerimento per il calcolo dell'IMU

Visto che in questi giorni vi è un gran parlare di IMU, di non IMU e di come calcolarlo.....

Visto che ci si domanda se e di quanto l'IMU sia maggiore o minore della vecchia ICI, abbiamo pensato di segnalare ai lettori del blog un piccolo tool (ovvero uno strumento informatico) per il calcolo della stessa.

Ciò perchè siamo rimasti sorpresi nel vedere in tv la pubblicità di alcuni servizi telefonici a pagamento riguardo al calcolo dell'IMU.
Onestamente pagare 5 o 6 euro per sapere quanto dobbiamo pagare di IMU mi sembra veramente un insulto al cittadino italiano.
Ma la carenza di informazione e la confusione dovuta al bombardamento di notizie inutili, doppie, inappropriate, superficiali, pressapochiste ha anche questo costo.

Ecco la pagina a cui collegarvi.
GRATUITAMENTE!

CALCOLO IMU

Saludos a tottu.
 
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