Pagine

venerdì 15 febbraio 2013

Il prezzo e il prodotto

Forse ritorniamo su questo argomento ancora una volta e forse ripetiamo cose già dette e stradette.
Ma gli input di questo blog ci giungono dal nostro rapporto quotidiano con i clienti e ultimamente uno dei temi ricorrenti è proprio questo.
Cioè nell'argomento delle compravendite immobiliari si parla tanto di prezzo e poco di case.
E' giusto tutto ciò?

Riflettiamo un attimo. Qui lo possiamo fare. Non c'è nessuna compravendita potenziale e siamo liberi da ogni possibile interesse di parte.
Quando si acquista un bene, la spinta per questo acquisto è dovuta al benessere che tale bene ci apporta e ci apporterà. Se il bene è di consumo immediato, come può essere un qualunque oggetto di uso quotidiano come una lampadina o qualsiasi tipo i cibo, l'utilità che si può trarre da esso è direttamente proporzionata al grado di soddisfazione dei proprio bisogni.
Qualcosa cambia quando la spinta per l'acquisto di un bene è in parte dovuta a questo tipo di esigenza (soddisfazione dei bisogni) e in parte dovuta ad un'esigenza di investimento.
La soddisfazione di un bisogno è un concetto abbastanza intuitivo e c'è ben poco da aggiungere.
Un pò più complesso è descrivere il concetto di investimento.
Se si va su interner e si cerca questa definizione se ne troveranno di alcune abbstanza complesse. Ma per i nostri fini è sufficiente dire che un investimento è l'acquisto di un bene (materiale o immateriale che sia) con lo scopo di ottenere un maggior guadagno in prospettiva. Nel caso degli immobili, possiamo allargare la definizione dicendo che di invesimento possiamo parlare quando si preferisce trasformare in bene tangibile (una casa non scompare!) una certa somma di denaro che si vuol preservare.

In Italia è viva sempre una massima (che comunque non ha mai sbagliato in senso generale) per cui chi ha delle finanze liquide fa un buon affare tramutandole in immobile e aspettando che gli immobili prendano prezzo.
Il mercato immobiliare e l'analisi dei trend di lungo periodo testimoniano che i prezzi tendono sempre a salire e quindi ecco che nella compravendita immobiliare cominciano a farsi avanti 2 motivazioni, in parte coincidenti e in parte contrastanti. Ovvero la motivazione di godimento personale e la motivazione di investimento.

E' nostra opinione che un acquisto immobiliare, in particolare una seconda casa, non possa mai presentare solo una motivazione di puro godimento. Forse in alcuni casi ci potrebbe essere qualcuno che compra per puro investimento ma, in tanti anni di lavoro, questo tipo di acquirenti si sono dimostrati una parte minima e trascurabile.
La maggior parte degli acquirenti sceglie una casa che gli piace, in un posto che gli piace, soddisfacendo un sogno cullato da anni con l'idea e il conforto che non sia una spesa di lusso ma, comunque, un modo per mettere in cassaforte il proprio denaro.

Di questo periodo però, in una fase di calo dei prezzi, qualcuno forse si sta facendo prendere troppo la mano da questo aspetto prettamente speculativo (al contrario). E sembra che il mercato delle case vacanze si sia trasformato in un mercato di prodotti finanziari.

Si discute del prezzo e il prezzo la fa da padrone. E per quanto nessuno qui pensi che nemmeno 10 euro sono banali o da sminuire, alcune volte i ragionamenti a cui assistiamo sono abbastanza complessi e per niente logici.
Quello che intendiamo dire è che l'acquisto di una casa è l'acquisto di una casa. Un bene che ha caratteristiche ben precise. Alcune di tipo tecnico (progettazione, luogo di costruzione, etc.), altre di tipo qualitativo (qualità e tipologia dei materiali), altre di tipo estetico (colori, rifiniture, contesto), altre relative ai servizi fruibili (vicinanza a spiagge o a centri abitati).
Insomma un bel pò di caratteristiche.
Ovviamente questo poi va confrontato con il costo a cui queste caratteristiche ci vengono proposte.

Ma questo prezzo è il più delle volte trattabile e, comunque, diventa un fattore secondario rispetto alle caratteristiche. Secondario non significa che non conta. Significa che non si giudica la qualità di un bene dal suo prezzo. Si cadrebbe altrimenti nell'errore di coloro che pensavo che il sugo o i biscotti più cari siano necessariamente quelli più buoni.
Perchè se non fossero buoni perchè li venderebbero a quel prezzo?

In realtà una cosa potrebbe essere venduta ad un prezzo alto non perchè è la migliore ma perchè chi la produce è inefficiente o spende tanti soldi in pubblicità. Questa potrebbe essere una risposta.
Per citare un vecchio anedotto, potremo ricordare quel signore arricchito ma di dubbio gusto e profonda ignoraza, che entrò in un negozio chiedendo una camicia. Nel vedere le camicie che gli venivano proposte, chiese il prezzo e sentendosi rispondere di cifre tra i 30 e i 50 euro, disse "No, non avete capito. Io voglio camicie di lusso, quelle dei signori, quelle che costano tanto. Adesso posso permettermele!". Così l'inserviente andò a prendere una camicia dello stesso genere di quelle già mostrate ma diverso colore e disse "Beh, abbiamo questo modello a 150 euro ma non so se....". 
"Questa mi piace, la compro" fece l'arricchito.

Speriamo che queste righe siano stati di riflessione per evitare alcuni possibili errori nelle proprie valutazioni in tema di acquisti immobiliari.
Attendiamo i vostri commenti.

Saludos a tottu.

sabato 9 febbraio 2013

Le elezioni cambieranno qualcosa del panorama immobiliare?

Ci stiamo avvicinando a grandi passi verso le prossime elezioni politiche nazionali.
Non crediamo proprio che ci sia qualche italiano che non se ne sia accorto.
Non per fare dell'anti-politica (non ci piace particolarmente questo concetto, peraltro di difficile comprensione perchè se fai anti-politica, stai allo stesso tempo facendo politica) ma è curioso vedere tutto questo fermento e questo movimento solo in prossimità delle elezioni.

La realtà è che tale movimento ci dovrebbe essere sempre. 
O meglio, sarebbe meglio se il fermento dei leader dei partiti e delle coalizioni ci fosse "durante" il periodo in cui dovrebbero svolgere il loro lavoro al meglio.
Perchè gli eletti non svolgono il lavoro di candidati ma vengono candidati per svolgere la professione di amministrare un paese.
Ma già qualcuno, tempo fa, disse che in Italia siamo sempre in campagna elettorale e la maggior parte, per non dire tutti, dei nostri politici da il proprio massimo proprio in campagna elettorale.
Dove a vincere sono le parole e non i fatti, le statistiche presunte e non le statistiche reali, le promesse e non gli adempimenti, gli attacchi agli avversari e non la cura del proprio lavoro.

Detto questo, rimane il fatto che la tornata elettorale sia una sorta di boa a cui far fare un giro e un'inversione di rotta a questa nave chiamata Italia. Nel bene o nel male, questo fine mese rappresenta comunque un momento molto importante di passaggio tra l'ieri e l'oggi.
Dal nostro punto di osservazione e in stretto riferimento alle conseguenze di queste elezioni sul mercato immobiliare, sicuramente molto dipenderà da chi vince.
Ovvero, come sembra attualmente prevedibile, se dovesse prevalere la coalizione di centrosinistra guidata da Bersani e Vendola sicuramente ci sarà una minore spinta verso il sostegno del settore immobiliare. Viceversa se a vincere sarà il centrodestra dell'inossidabile e incontrovertibile cavaliere Silvio Berlusconi.
Quest'ultimo si sta fornennatamente giocando le sue carte per richiamare l'attenzione proprio di quella fascia di italiani che guarda con grande attenzione il mercato del mattone.
Che gli italiani siano dei grandi fidanzati delle proprietà immobiliari non è cosa nuova che scopriamo oggi.
Alcuni provvedimenti di questi ultimi tempi, introduzione dell'IMU sulle proprietà immobiliari, di sicuro non hanno giovato sugli andamenti del mercato.
Ma già in tempi non sospetti, questo blog ha cercato di mostrare e documentare quanto la diminuzione delle compravendite e il calo dei prezzi fosse, in qualche modo, prevedibile e non necessariamente causato dai motivi su esposti.
La nostra tesi è che i mercati abbiamo delle dinamiche interne che sono fisse e che precedono questi fatti contingenti.
La prima di queste dinamiche è la più vecchia legge di ogni mercato:
Se un mercato continua ad andare su, prima o poi andrà giù. Se un mercato continua ad andare giù, prima o poi andrù su.
Tale legge ci fa capire che alla fine di un lungo periodo di espansione delle compravendite e dei prezzi, prima o poi il mercato immobiliare avrebbe trovato un momento di pausa e di calo. Di sicuro l'arrivo del credit crunch ovvero della contrazione del credito e dell'erogazione dei mutui ha contribuito e non poco, a fermare il meccanismo delle compravendite di case. Anche laddove non si comprava o si compra necessariamente con l'intervento dei mutui.
Ma se non ci fosse stato il credit crunch sarebbe successo qualcos'altro. Di questo bisogna esserne certi.
Poi potremmo stare qui a discutere su quando grande o quanto piccolo sarebbe stato questo periodo di contrazione degli affari immobiliari senza il contemporaneo intervento della chiusura dei mutui, della eccessiva offerta immobiliare insieme a questa situazione generalizzata di finanza pubblica e di politica fiscale e monetaria repressiva.

Sta di fatto che, elezioni o non elezioni, centro-destra o centro-sinistra, euro o non euro, è nostra previsione (proprio in virtù di quelle dinamiche generali di cui parlavano prima) che il mercato immobiliare si riprenderà sia in termini di numero di compravendite che in termini di aumento del prezzo al mq. Questo in generale, con i dovuti distinguo tra zona e zona e micro-zona e micro-zona.

Quello che ci aspettiamo sono tempi diversi a seconda delle diverse politiche economiche che il prossimo governo eletto dagli italiani metterà in atto o non metterà in atto.
Da molto tempo l'immobiliare è sempre stato un volano di sviluppo di tutta l'economia.
Per quanto lavoriamo in questo settore, questo punto di vista ci sembra eccessivo e non particolarmente adatto allo sviluppo di una società post-industriale come la nostra.
Per essere più chiari e parlare in termini più semplici, non pensiamo che bisogna costruire ancora e sempre per forza..... Non è colando di cemento e nuove case le città e le coste che si assicura lo sviluppo di una nazione. Non sicuramente della attuale Italia.
Magari si può lavorare nell'edilizia e sull'immobiliare per migliorare ciò che già c'è. Gli operatori edili, le imprese, i lavoratori, le industri e i fornitori avrebbero un grande giovamento nel lavorare tutti insieme nel migliorare ciò che già c'è. Ristrutturazioni, migliorie generali, implementazione di accorgimenti in favore della qualità ambientale e via discorrendo.

Detto fra noi, visto che chi parla è un'agenzia immobiliare, ci sarà sempre da offrire un servizio di consulenza e vendita in un mercato immobiliare.
Quindi non c'è proprio niente che ci faccia paura in un cambiamento, anche radicale del modo di fare mercato immobiliare.
Che, comunque, non crediamo proprio sia qualcosa di quest'anno. E neppure del prossimo.

Saludos a tottu.

martedì 29 gennaio 2013

Le provvigioni di un'agenzia immobiliare

Quando ci si rivolge ad un'agenzia immobiliare, ci si sta rivolgendo a dei professionisti.
E il motivo che induce qualcuno a rivolgersi ad un professionista, ovvero una personale specializzata in una certa professione, è semplicemente quello di avvalersi dei servizi e della competenza in un settore o ambito in cui non ci si sente particolarmente ferrati.

Appare evidente che nessuno possa considersi un esperto o una persona completamente competente in qualsiasi ambito, area o settore esista.
Qualcuno già disse che nella vita, per andare bene e ottenere grandi soddisfazioni, occorre essere sapere qualcosa di tutto e tutto di qualcosa.

Gli interlocutori di un'agenzia immobiliare spesso dimenticano il connotato di professionalità che caratterizza (o dovrebbe caratterizzare) gli agenti stessi.

Un professionista conosce il suo mercato, conosce le normative e i regolamenti, è esperto nel trattare con le persone coinvolte nell'affare e ha dalla sua una vasta esperienza di situazioni similari.

Un'agenzia immobiliare non è semplicemente un passaggio forzato per giungere all'immobile dei propri sogni. No. E' a tutti gli effetti un erogatore di servizi e assistenza.

Quando si va dall'avvocato, costui ci mette a disposizione la sua professionalità e conoscenza e in cambio noi paghiamo la sua parcella.
Lo stesso dicasi per il commercialista, il consulente del lavoro, il geometra o l'ingegnere.
L'agente immobiliare non differisce da queste figure.
E laddove ci sia un agente immobiliare che non ottempera al suo ruolo e i suoi doveri, è lui in quanto individuo ad essere in torto e a doverne pagare le consuguenze. Di certo non è qualcosa che va a ricadere sulla categoria in generale.
Forse è desiderabile cercare di comprare una casa minizzando i costi. Questo è naturale.
Sarebbe come affrontare un processo, una causa civile o una separazione potendo risparmiare sulle spese dell'avvocato.
Sarebbe come aggiustarsi l'auto risparmiando sui costi del meccanico.
E così via.

Ma acquistare un immobile presuppone delle conoscenze e delle competenze.
Bisogna conoscere il mercato della zona, avere esperienza di trattativa con i costruttori/proprietari in generale e della zona nello specifico.
Occorre conoscere ciò che la legge prevede per una compravendita in conformità con le leggi vigenti: quali moduli e documentazione visionare e compilare, quali passi seguire e quali garanzie ottenere.

I clienti hanno esigenze che necessitano di soluzioni che le soddisfino. E ci vuole molta esperienza e competenza per trovare le soluzioni che soddisfano le esigenze richieste. Non sempre è così facile e lineare trovare una relazione fra soluzioni e esigenze.
Gli esempi si sprecano e non vorremmo uscire fuori tema nel parlarne.
Ma ci è capitato spesso che il cliente avesse bene in mente la propria esigenza ma applicasse dei fattori molto arbitrari nel trovare delle soluzioni che le soddisfacessero. Escludendo magari dalla propria ricerca delle case che invece erano perfette per soddisfare le proprie esigenze.

Qualcuno, in qualche forum, talvolta esprime un disaccordo sull'entità delle competenze dell'agenzia immobiliare.
Noi, come quasi la maggioranza delle agenzie del nostro territorio, chiediamo il 3% sul prezzo di compravendita. Nei canoni di ciò che il codice civile prevede per chi svolge il nostro lavoro.

Siamo sicuri che non tutte le agenzie si meritano un compenso pari al 3% del prezzo di compravendita per i loro servizi. A parte rarissime eccezioni, tutti gli agenti immobiliari hanno diritto ad un compenso per il loro lavoro. E gran parte di essi merita un compenso pari al 3%.
Gestire un'agenzia immobiliare non significa solo mostrare delle case a qualcuno che entra in agenzia.
"Ecco la casa!" et voilà.... il gioco è fatto. Tu compri e loro guadagnano migliaia di euro senza praticamente far nulla. 
Ovviamente non è così. Qualcuno, in un esame superficiale potrebbe pensarlo.
Ma evidenziamo in breve quale possa essere il lavoro di un agente immobiliare che vende delle case vacanza:
1. Conoscere il territorio, i piani di sviluppo delle entità amministrative locali e le tendenze del mercato.
2. Informarsi sulle dinamiche dei prezzi degli immobili.
3. Avere una buona conoscenza dei principali operatori del settore edilizio e tenersi informati sugli interlocutori con cui l'agenzia opera.
4. Effettuare valutazioni e perizie sul valore e sul prezzo degli immobili per conto dei proprietari.
5. Promuovere sul mercato gli immobili presi in incarico.
6. Conoscere e tenersi aggiornati sulle norme che disciplinano il settore immobiliare e le compravendite immobiliari.
7. Fornire assistenza e consulenza a chi cerca un immobile nel territorio.
8. Mostrare alle persone interessate gli immobili in portafoglio prodotti, insieme alla necessaria documentazione.
9. Assistere l'acquirente nella trattativa con il venditore affinchè entrambi possano spuntare il miglior prezzo e le migliori condizioni.
10. Tutelare sia il venditore che l'acquirente nella fase di trattativa commerciale da informazioni scorrette o comportamenti non idonei o non rispettosi.
11. Seguire venditore e acquirente in tutte le fasi della compravendita.
12. Rappresentare per l'acquirente che non abita nel territorio un punto di riferimento a distanza per le necessità inerenti l'immobile acquistato o in corso di costruzione.

E' ipotizzabile che si possa mettere a punto un sistema diverso di gestione di tutta questa gamma di servizi. Se il legislatore volesse, si potrebbe creare un sistema di "tabella prezzi" per ogni tipologia di servizio.
Del tipo "Tu vieni a vedere una casa o ricevi la mia consulenza e mi paghi un corrispettivo per questo....."
Sarebbe un cambiamento radicale ma potrebbe essere fatto.
Ma così attualmente non è.
L'agente immobiliare lavora per tutti i suoi clienti. Nessuno escluso. E viene pagato da coloro che acquistano.
In molti casi, una provvigione del 3% non è minimamente sufficiente per essere un compenso equo per il lavoro svolto.
In altri casi può essere un compenso equo.
E in rarissime eccezioni possiamo dire che si sia trattato di un compenso maggiore del lavoro svolto.

Detto questo, speriamo di aver illustrato a chi con le agenzie immobiliari hanno avuto a che fare o avranno a che fare un punto di vista diverso sulla questione.

Saludos a tottu.

martedì 22 gennaio 2013

La fiducia nel futuro

La fiducia è un elemento imprescindibile nell'economia.
La nostra personale posizione, giusto per chiarire, non è minimamente allineata alle ormai preponderanti e omnipresenti teorie di "pensiero positivo" tanto care al signor Bandler e i suoi seguaci (Bandler è il fondatore, insieme a Grinder della cosiddetta Programmazione Neuro-Linguistica o PNL).
Noi non crediamo che un buon modo per cambiare la realtà sia sforzarsi di vedere cose che nella realtà non ci sono, ignorando (nella realtà) tutto ciò che riteniamo non ottimale.
Detto questo, a scanso di equivoci, rimane il fatto che la fiducia non può essere confusa con l'ottimismo, soprattutto se di quest'ultima parola ne usiamo l'accezione più diffusa attualmente.
Già Oppenheimer diceva qualcosa riguardo all'ottimismo affermando che: "L'ottimista pensa che questo sia il migliore dei mondi possibili. Il pessimista sa che è vero."

Ottimismo è diventato a volte un sinomino di superficiale ingenuità o creduloneria. Della serie che avere ottimismo signichi semplicemente sperare che le cose vadano bene. Qualcosa di vagamente fatalistico per intenderci.
Ma la fiducia ha un connotato preciso. Può essere definita come la sensazione di sicurezza nell'affrontare qualcosa o nell'affidarsi a qualcuno. Tale sensazione può derivare da motivazioni razionali e/o non razionali. Ma sicuramente si basa su un approccio meno fatalistico rispetto a ciò che succederà.

Quindi essere fiduciosi, significa anche (ma non solo...) affermare che ci si occuperà di qualcosa che sta per succedere in un qualche modo e con una qualche forma di responsabilità e capacità. Piuttosto che semplicemente stare a sperare, invocando qualche dio del cielo, che al posto nostro faccia andare bene le cose.

L'economia è mossa dalle persone. E' il risultato di azioni concrete di persone. E per quanto possa essere influenzata in parte da fattori non gestibili dall'essere umano (cataclismi, imprevisti metereologici, etc.) è sicuramente qualcosa che dipende in larghissima misura dall'operato dell'uomo.

Essere fiduciosi nei confronti di ciò che accadrà al nostro futuro da un punto di vista economico dipende da vari gradi di analisi. Dipende da ciò che noi faremo in prima persona e poi da ciò che altre persone, tenute a decidere o gestire organizzazioni di interesse pubblico, faranno.

Quando si opera in qualsiasi attività economica o ci si accinge a compiere qualsiasi affare, la fiducia è una componente fondamentale. Senza di essa non è possibile portare a casa niente di buono.
La fiducia è tutto.

Questo non significa che sia altrettanto corretto dire che SIA OBBLIGATORIO ESSERE FIDUCIOSI a tutti i costi. Questo è altamente stupido e altrettando infantile quanto essere preventivamente sfiduciati di tutto e tutti. Fidarsi di tutti e non fidarsi di nessuno sono 2 comodi modi per evitare di aprire gli occhi, esaminare e capire. Sono gli opposti che si toccano. E che si basano sul non far funzionare la propria ragione. Sono 2 modi (diversi ma uguali nel risultato) per non pensare.

Nell'affrontare un acquisto immobiliare si deve aver fiducia nelle proprie capacità di prendere una decisione, fiducia in ciò che avverrà, fiducia negli interlocutori e nell'affare. E se tale fiducia manca, occorre essere onesti e precisi nel comprendere cosa non ci fa avere completa fiducia.

E' nostra esperienza, più valida di qualunque legge, più e più volte verificata nel concreto aver visto che gli acquirenti di immobili che partivano prevenuti e completamente privi di qualsiasi fiduia erano alla fine più facilmente candidabili a eventi avversi. Mentre coloro che operavano con maggiore fiducia (ma anche maggiore stima delle proprie capacità) ottenevano risultati migliori e minor problemi.

La nostra esortazione è quindi nel riflettere su cosa sia o non sia la fiducia.
Ciò nell'ottica di cosa ci riserva il futuro e in ciò che possiamo trovare in una trattativa immobiliare.
Questo restando nel nostro settore.
Ma, forse, potendo e dovendo allargare questa riflessione a tutto il resto del mondo che ci gira intorno.

Saludos a tottu.

lunedì 14 gennaio 2013

Costruire vicino al mare

Una casa al mare. Quale sogno per chiunque....
Ci si potrebbe interrogare a lungo sul perchè un essere umano abbia questo incredibile richiamo verso questo ambiente naturale. Qualcuno da qualche parte ha suggerito che le nostre proveniente genetiche derivano dall'acqua e ci sia un legame evolutivo vecchio di miliardi di anni che ci lega a questo ambiente.
Onestamente tutto ciò è molto romantico ma probabilmente molto lontano dal vero.
Di certo il mare garantisce spazio. E questa, secondo il nostro umile punto di vista, è una caratteristica che colpisce l'individuo, anche quando egli non ne è pienamente consapevole. Con il progresso e la diffusione dello stile di vita urbana, gli spazi si sono assottigliati. Sono decresciuti e ristretti. L'occhio umano, per la maggior parte di noi, passa il suo tempo a mettersi a fuoco su qualcosa che è a poche decine di centimetri da noi, scrivania, schermo o bancone che sia.
Così sembra che lo spazio intorno a noi sia quasi inesistente e tutto ci crolli addosso.
E anche quando ci permettiamo di evadere dalla prigionia visiva, l'orizzonte che contempliamo è tutto meno che vasto: la stanza in cui viviamo/lavoriamo o al meno peggio, qualche angolo di città da cui, a fatica, si scorge il cielo e le nuvole che vi viaggiano indisturbate.

Quando un individuo desidera andare in vacanza, sceglie quasi sempre degli ambienti in cui la profondità degli spazi sembrano dargli giovamento a quella che molti hanno chiamato la "malattia moderna" ovvero lo stress. Se facessimo una grosssolana categorizzazione dei luoghi preferiti per la vacanza dagli italiani (ma anche da molti altri popoli) vedremo che laghi, montagna e mare siano le scelte preferite. A queste potremmo aggiungere solo un'altra categoria che effettivamente si presenta diversa da queste 3 ovvero le città d'arte o comunque di interesse culturale.
Quindi sia in montagna che al mare, giova allo spirito la possibilità di spaziare con lo sguardo e godersi gli orizzonti.
E' ovvio che a tutti piacerebbe possedere la villa dei sogni costruita sul promontorio dalla cui veranda o dalla sala da pranzo di può contemplare l'orizzonte che incontra il mare.
Questa immagine è talmente radicata che solo qualcuno che voglia essere un bastian contrario per forza dissentirebbe e direbbe che ciò non sia bello e desiderabile.
Poi, molti di noi, fanno i conti con il ragionere che abita nella nostra testa e rimette un pò i piedi per terra, cercando di coniugare il sogno con la realtà delle cose.

Resta il fatto che una casa costruita vicino al mare, ci avvicina maggiormente a questo senso di libertà che la casa-vacanza da così tanti anni ci promette. 
Non è neppure indifferente la questione dei colori e degli odori. Canali percettivi che spesso vengono smorzati e seppelliti nella nostra vita quotidiana. A favore di sgradevoli emissioni inquinanti o cassonetti maleodoranti e di un grigiore di cui faremo volentieri a meno.

Una delle richieste maggiori che ci vengono fatte, non è un caso, è la vista mare oppure la vicinanza al mare. Meglio se si presentano insieme.

Ci piacerebbe accontentare tutti e quando abbiamo questo tipo di immobile nel budget della persona che compra siamo ben felici di accontentare il cliente.
Il dio budget è colui che comanda. Una casa vicino al mare ha dei costi maggiori proprio perchè la vicinanza non è un qualcosa che possa essere inserito in una casa da capitolato d'appalto. O costruisci in un punto vicino al mare oppure non puoi dare questa caratteristica.
E il nostro consiglio è comunque di ragionare sempre sul fatto che una casa vacanza ha una sua identità precisa e questa identità è legata sempre al suo contesto turistico.
Ancor più del contesto dei servizi.
Questo non significa che comprare una seconda casa in paese, vicino ai servizi sia qualcosa di non valido. Per fortuna esistono modelli di preferenza diversi per ogni persona che incontriamo.

Il nostro suggerimento è che avete più immobili tra cui scegliere, la posizione della casa in un contesto vacanziero fatto di colori e di profumi e con la possibilità di recarsi al mare dovrebbe essere un fattore da non trascurare.
Il criterio guida è il sogno che intendiamo realizzare.
E l'immaginarsi concretamente e visivamente nelle attività che desideriamo realizzare nella nostra casa vacanza dei nostri desideri.

Le case vicino al mare non sono tante. Parliamo di quelle in una fascia di prezzo relativamente ragionevole. Acquistarle ora significa garantirsi qualcosa che in un prossimo futuro non sarà così facile trovare. Di sicuro non ai prezzi in cui, in questa fase di mercato favorevole per chi compra, è possibile fare.
A rivederci dentro la vostra casa dei sogni.

Saludos a tottu.

mercoledì 19 dicembre 2012

Che tempo fa in Sardegna

Che tempo fa in Sardegna in questo periodo, a ridosso delle prossime vacanze di Natale?
In realtà rispondere a questa domanda è parzialmente difficile perchè la Sardegna non è una piccola regione. Anzi.....
Possiamo però dare qualche indicazione sulle situazioni metereologiche della zona Nord Orientale, quella che si trova intorno alla conosciua città di Olbia. Al di sopra, a nord, troviamo la rinomata Costa Smeralda, e a sud troviamo le splendide località di Porto San Paolo, San Teodoro e Budoni.

Qui sotto possiamo esporre la media delle temperature rilevate presso la città di Olbia (ben indicativa delle temperature che si possono rilevare in altre località di mare nei pressi come San Teodoro, Porto Cervo o Budoni).
Ecco:
Come si può vedere le massime oscillano tra i 15 gradi di gennaio e febbraio (i mesi più freddi) e i 31 gradi di luglio e agosto.
Invece le temperature minime (parliamo sempre di rilevazioni medie) oscillano tra i 5 gradi di gennaio e i 19 gradi di agosto.
Anche l'escursione termica notte-giorno si mantiene abbastanza stabile nel corso dei mesi. Passa dai 9/10° di differenza a gennaio/febbraio ai 13° gradi di differenza a giugno/luglio.
Ovvero è importante sapere che nel nord-est della Sardegna ci sono sempre una decina di gradi di differenza fra le temperature del giorno e della notte.

Naturalmente stiamo parlando di temperature medie. Che sono indicative ma che non bisogna mai dimenticare sono solo un parametro statistico. Può capitare che un certo anno le minime raggiungano anche i 0° gradi o addirittura vadano sotto zero.
Come è capitato che le temperature massime abbiamo più volte superato le soglie dei 40° in alcuni giorni d'estate.

A testimonianza delle serie storiche (rilevate negli ultimi 30 anni) che abbiamo illustrato non possiamo che parlare di un dicembre veramente caldo mentre gran parte dell'Italia giace sotto un'ondata di freddo.
Che dire?
Possiamo suggerire una breve vacanza in questo periodo natalizio per godere di questa temperatura e dei colori e profumi di un'isola meravigliosa, che in questo periodo mostra un volto di se veramente non paragonabile a quello offerto d'estate.
Sicuramente avere la casa in questa terra e usufruire dei bassi costi di spostamento di questo periodo dell'anno può garantire una valida alternativa alle settimane bianche.

Saludos a tottu.

venerdì 7 dicembre 2012

Andamento dei prezzi a San Teodoro e Budoni

Oggi portiamo all'attenzione del lettore l'andamento dei prezzi nei comuni di Budoni e di San Teodoro (ove si collocano la maggior parte degli immobili trattati dalla nostra agenzia, la Orizzonte Casa Sardegna).
Seguiamo, tramite specifici siti di monitoraggio questo andamento da un paio di anni.
Di certo queste rilevazioni non intendono essere delle senteze definitive e dotate della massima precisione.
Sono indicazioni statistiche rivelate cercando di fare una media dei prezzi sul mercato sui principali siti di inserzioni sia pubbliche che private.
Questo significa che in un sopralluogo reale sul territorio sia assolutamente possibile trovare prezzi che si collocano (per le varie categorie) al di sopra questi prezzi o al di sotto.
Vi sembrerà strano ma ci sono anche soluzioni con prezzi superiori alla media di mercato.
I motivi li abbiamo visti in vecchi articolo pubblicati in precedenza.

Venendo a noi, possiamo notare che in generale i prezzi e la quantità di compravendite si mantengono nelle ultime settimane sostanzialmente stabili con piccolissime flessioni verso il basso.
A Budoni c'è stata una diminuzione stimata dei prezzi medi del 2,2% negli ultimi 4 mesi mentre si registra una diminuzione del 10,2% negli ultimi 18 mesi
Questo per quanto riguarda i prezzi di listino. Ciò non toglie che, avviando una trattativa seria, non ci siano le possibilità di riuscire ad acquistare una casa con sconti maggiori. Ma questo è un discorso da fare caso per caso. Ciò che rimane è che il prezzo attuale al mq commerciale in questo comune (con le ovvie differenze fra centro paese e frazioni circostanti) si attesti intorno ai 2.200 euro.

Per San Teodoro possiamo notare per alcuni tipi di immobili e alcune zone un leggero fenomeno di controtendenza ovvero un piccolo aumento dei prezzi medi. Nei termini generali il prezzo è stabile (2.900 euro al mq commerciale) negli ultimi 4 mesi mentre è sceso del 9,4% negli ultimi 18 mesi.
Andando nello specifico, sono da rimarcare gli aumenti del costo al mq commerciale in località come Costa Caddu, Capo Coda Cavallo, Lu Impostu e Punt'Aldia e San Teodoro Centro.

Come detto ci sono tipologie di immobile che non stanno subendo un particolare deprezzamento mentre altri, quelli più omologati e che vanno a soffrire maggiormente della aumentata offerta di pezzi similari accusano un deprezzamento.
Che, però non è paragonabile minimamente ai crolli di alcuni mercati immobiliari in alcune zone italiane.
E questo, sebbene per chi compra possa sembrare una mancata occasione, è assolutamente una garanzia di redditività dell'investimento.
Se l'immobile che si compra non si sta ampiamente deprezzando nemmeno in periodo di oggettiva contrazione delle vendite, possiamo desumere che abbia enormi possibilità di una tenuta del valore nel tempo con fisiologica crescita nell'arco del medio e lungo periodo.

A termine di questo articolo, rimarchiamo sempre la presenza di singole opportunità di investimento di vistoso valore e convenienza. In questo contesto, sebbene i prezzi non siano crollati, è possibile imbattersi in situazioni più che vantaggiose.

Come agenzia non sempre ci sembra idoneo promuovere queste situazioni tramite un'offerta pubblica.
Mancano le premesse della vantaggiosità e i dettagli, che spesso possono essere discussi solo con l'apertura di una trattativa seria.
Ma se un cliente ha intenzione di comprare e avere una casa in Sardegna rappresenta il suo sogno da tempo, può provare a contattarci per avere maggiori informazioni.

Saludos a tottu.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...